Terni archeologia industriale

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Prossimamente

E-mail Stampa PDF
AddThis Social Bookmark Button
logointerni
 

Veglione di Capodanno alla SIRI: un paradigmatico esempio di "riuso"

E-mail Stampa PDF
AddThis Social Bookmark Button

veglionesiri2009-2

Tratto da "La Nazione" del 05/01/2010, pag. 5.

Senza entrare nel merito della vicenda, non si può far altro che constatare il triste epilogo di quanto rimane delle strutture che ospitavano un'azienda famosa nel mondo per il suoi brevetti sull'ammoniaca e che vide tra i suoi protagonisti Luigi Casale e Carlo Emilio Gadda. Dopo numerose demolizioni per fare posto ad un centro commerciale e all'edilizia residenziale, un luogo di eccellenza della storia industriale ternana è stato degradato ad ospitare un banale veglione di fine anno, ovviamente nel nome delle tre parole che non mancano mai, "recupero", "valorizzazione" e "riuso", sbandierate ogni qual volta entrano in funzione le ruspe per distruggere beni che avrebbero meritato altro destino.

Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Febbraio 2010 11:29
 

Collestatte: La Batteria San Liberatore

E-mail Stampa PDF
AddThis Social Bookmark Button
La struttura militare, costruita nel 1939, fu attiva fino al 1945. Era costituita da un edificio principale, destinato ai servizi, più tre casematte riservate al ricovero delle munizioni destinate alla locale batteria contraerea. La superficie coperta era di 200 m2, quella scoperta di 10.150 m2 per un volume totale di 1.000 m3. Terminato il secondo conflitto mondiale l'area è divenuta un parco attrezzato con tavolini e camini e persino di pista da ballo. Purtroppo i resti degli edifici sono costante oggetto di atti vandalici al punto tale che quello principale che avrebbe potuto benissimo ospitare strutture dedicate al turismo è stato quasi completamente demolito, mentre incuria e siringhe caratterizzano da tempo il panorama del luogo, recentemente assurto alle cronache come mercato di sostanze stupefacenti: http://lanazione.ilsole24ore.com/umbria/cronaca/2009/12/18/272708-poliziotto_finge_cliente.shtml.

Ultimo aggiornamento Giovedì 31 Dicembre 2009 16:22
 

Terni - La presunta ristrutturazione del mulino Carlini

E-mail Stampa PDF
AddThis Social Bookmark Button

Il mulino è stato completamente distrutto nel 2008, ma Il Messaggero, in sintonia con una certa retorica che potremmo definire di regime, riferisce la notizia di una fantomatica ristrutturazione, che ovviamente è cosa ben diversa da una distruzione totale, di un ormai rarissimo opificio che prima della cura era fondamentalmente integro, macchinari di molitura compresi. Si è trattato di fatto di una becera operazione di speculazione edilizia che ha comportato, ancora una volta, la distruzione di un'altro pezzo del nostro patrimonio culturale e della nostra memoria cittadina. Complimenti a questi novelli, nostrani Ceausesku.

Per approfondimenti si veda: Ordinarie distruzioni del patrimonio di archeologia industriale. Terni capitale emblematica.

 

Inquilini nel vecchio mulino
Diciannove alloggi realizzati dalla Coop a Cospea

di PAOLO GRASSI (Il Messaggero Umbria 14/11/2009)
Desiree, casalinga, prende per mano la sua bambina ed entra. «Finalmente abbiamo una casa ad un affitto ragionevole». Prima di lei era entrato Antonio con sua moglie. «Sono case costruite bene. E poi, avete visto? Hanno due bagni». «Sono appartamenti spaziosi», aggiunge la moglie. Sono due delle 19 famiglie alle quali ieri sono state consegnate le chiavi di altrettanti appartamenti a canone concordato, tutti nuovi e realizzati a Cospea. Ci ha pensato la Coop Umbria Casa, che ha ricavato 13 case dalla ristrutturazione del vecchio mulino di via Montefiorino ed altre 6 da una struttura nuova costruita accanto. Per un investimento di due milioni e mezzo, finanziato per un milione dalla Regione.
Ultimo aggiornamento Martedì 17 Novembre 2009 19:44 Leggi tutto...
 

L’estrazione della pomice a Lipari

E-mail Stampa PDF
AddThis Social Bookmark Button

L'estrazione della pomice e dell'ossidiana nell'isola di Lipari iniziò nel V millennio a.C., in corrispondenza dei primi insediamenti documentati, fenomeno che dava luogo ai primi timidi esempi di globalizzazione dei commerci, i minerali venivano esportati in tutto il Mediterraneo. La pomice trovava impiego nella abrasione di arpioni, ami da pesca, asce ecc., mentre l′ossidiana era destinata alla realizzazione di lame scheggiate, prodotto insostituito fino alla scoperta dei metalli. In epoca romana e successive la pomice fu usata anche come materiale leggero da costruzione.

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Novembre 2009 00:55 Leggi tutto...
 
Altri articoli...
  • «
  •  Inizio 
  •  Prec. 
  •  1 
  •  2 
  •  Succ. 
  •  Fine 
  • »
Pagina 1 di 2

SEGNALA QUESTO SITO

Technogenics

Cerca nel sito

Call for Papers

Inviaci i tuoi articoli
Banner

Centro studi Malfatti

www.centrostudimalfatti.org
Banner