Il Movimento 5 Stelle presenta una interrogazione in Senato sulla Telfer

La Telfer di Papigno

La Telfer di Papigno

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01210

Atto n. 3-01210 (con carattere d’urgenza)

Pubblicato il 16 settembre 2014, nella seduta n. 311

MONTEVECCHI , LUCIDI , CAPPELLETTI , NUGNES , PAGLINI , SERRA , PUGLIA , CIOFFI , SANTANGELO , CATALFO , MORONESE , MANGILI , DONNO – Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. –

Premesso che:

la funzione pubblica di tutela del patrimonio culturale e ambientale assurge alla massima dignità legislativa con l’introduzione, nella Costituzione repubblicana, dell’articolo 9 nel quale si afferma che “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”;

la Repubblica italiana ha adottato il preciso indirizzo di assumere tra i compiti essenziali dello Stato la promozione, lo sviluppo e l’elevazione culturale della collettività, nel cui quadro si inserisce come componente primaria la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico;

dal secondo dopoguerra si è sviluppata anche nel nostro Paese una nuova coscienza urbanistica e architettonica che ha individuato nei manufatti della cosiddetta archeologia industriale un patrimonio degno di tutela e di recupero;

attraverso lo studio e la conservazione di testimonianze materiali del lavoro operaio, del progresso tecnologico e dello sviluppo economico, è stato garantito il rispetto dell’identità di parti di città e gli opifici recuperati, dalle caratteristiche ingegneristiche e architettoniche spesso ardite e singolari, sono stati destinati con successo ed esiti di grande valenza agli usi più disparati;

in Italia numerosi casi di riqualificazione di interi quartieri iniziati proprio attraverso il recupero e il riuso, spesso a fini pubblici e sociali, di tali manufatti, offrono felice testimonianza della qualità e del valore di tale patrimonio;

considerato che:

a Terni, all’ingresso della Valnerina, in un’area limitrofa al paese di Papigno e alla cascata delle Marmore, è collocato il sito industriale dismesso dell’ex elettrochimico di Papigno, che ha funzionato tra gli anni 1901 e 1973 per la produzione di carburo di calcio, acetilene e calciocianamide e che adesso è in totale abbandono, salvo un’attività di rafting sul fiume Nera da parte di privati e di un’associazione locale di canoisti;

nel sito è presente una passerella Telfer, che mette in comunicazione l’area un tempo destinata alla produzione con il grande magazzino posto sulla riva destra del fiume Nera, di grande interesse per l’archeologia industriale, anche perché rappresenta uno degli ultimi esemplari in Italia, rispetto alla quale è viva la memoria storica di molti abitanti della zona, in quanto i loro padri per anni hanno lavorato nella fabbrica; Continua a leggere

FAI. I Luoghi del Cuore 2014. Vota per la Telfer e il magazzino della calciocianamide. Ferma la distruzione!

Aderiamo alla campagna indetta dal FAI, I Luoghi del Cuore 2014, votando QUI per la TELFER e il MAGAZZINO DELLA CALCIOCIANAMIDE. Fermiamo la distruzione!

La Telfer e il magazzino della calciocianamide.

La Telfer e il magazzino della calciocianamide.

La passerella Telfer rappresenta un momento fondamentale nell’evoluzione tecnica degli impianti dello stabilimento elettrochimico di Papigno. Fu costruita nel 1929, nel’lambito dei radicali lavori di ammodernamento della fabbrica realizzati dalla Società Terni. Il manufatto assolveva molteplici funzioni, tra cui quella di consentire l’attraversamento della strada regionale 209 della Valnerina e il corso del fiume Nera ad una serie di conduttore, tra cui quella di aspirazione dell’aria, effettuata sulla collina nei pressi di Villa Graziani, era inviata alla sala Claude per ottenere in frazionamento dell’aria per la produzione di azoto e ossigeno. Sul ponte metallico transitava anche la calciocianamide, un concime minerale ottenuto dalla frantumazione della cianamide sottoposta prima ad azotazione e successivamente a macinazione, che era trasferita mediante trasportatori meccanici nel grande magazzino sulla sponda destra del Nera, capace di contenere ben 85.000 tonnellate di prodotto. La salvaguardia della Telfer è fondamentale per consentire di preservare la continuità organica del sito industriale, per consegnare alle future generazioni quanto resta di preziose strutture e macchinari dello stabilimento che l’UNESCO annovera tra maggiori al mondo .

Il fotografo Marcello Modica: no alla demolizione della passerella Telfer e del magazzino, strutture di rara bellezza

Marcello Modica, architetto, è un apprezzato fotografo di siti industriali dismessi e di paesaggi di tutta Italia e in Europa. I suoi lavori sono stati pubblicati su diverse riviste scientifiche internazionali ed esposti in mostre. Per Marcello i luoghi del lavoro sono ancora vivi, “Still Alive”. Infatti, egli scrive, “le rovine dell’era industriale sono una parte essenziale della nostra storia, anche se spesso vengono distrutte e lungi dall’essere considerati patrimonio, per mezzo della fotografia ho intenzione, almeno, di preservare la loro memoria visiva”.

Marcello Modica. elettrochimico di Papigno.

Marcello Modica, elettrochimico di Papigno.

L’ex stabilimento elettrochimico di Papigno, vera e propria pietra miliare della storia dell’industria chimica italiana, è in pericolo. Un tempo lontano questa meravigliosa cittadella industriale incastonata nel paesaggio mozzafiato della Valnerina, a poco più di un km dalle Cascate delle Marmore, faceva dell’Italia il terzo paese al mondo nella produzione di carburo di calcio, dopo la Germania e il Giappone. Dismesso da oltre quarant’anni, il complesso industriale di Papigno rappresenta oggi un perfetto esempio di stabilimento chimico ante-litteram, nonché uno straordinario “manuale” di architettura industriale. L’origine antica (1901) e l’impetuoso sviluppo nel corso della prima metà del secolo ci hanno restituito una magnifica stratificazione di edifici e strutture, come ad esempio la Centrale Velino-Pennarossa, la Sala Claude, la Cabina Anglo-Romana, il Magazzino Calciocianamide e la passerella Telfer, per citarne alcuni. Proprio gli ultimi due manufatti, che rappresentano una fase cruciale nello sviluppo della fabbrica – quella della produzione di calciocianamide, il precursore dei moderni fertilizzanti azotati -, sono stati recentemente oggetto di ipotesi di demolizione da parte dell’Amministrazione comunale di Terni – proprietaria di gran parte dell’area dal 2003. Avendo avuto modo, in anni recenti, di visitare ripetutamente lo stabilimento dismesso, non mi meraviglio affatto di quest’ultima presa di posizione. Essa persegue infatti un modello di gestione del patrimonio pubblico estremamente dannoso non solo per il patrimonio stesso, ma anche e soprattutto per il territorio, l’economia e la società che da quel patrimonio dovrebbe trarre beneficio. Il caso di Papigno è emblematico. Un complesso di tale rilevanza storico-architettonica, situato in una zona di forte attrattività turistica e per di più in una città come Terni che vede ogni giorno di più sfumare la sua base economica e produttiva, dovrebbe essere al centro delle politiche pubbliche di valorizzazione territoriale. Continua a leggere

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