Telfer di Papigno: apologia di una distruzione

La Telfer nel film Acciaio, 1933

La Telfer nel film Acciaio, 1933

L’ignominiosa distruzione della Telfer dell’elettrochimico di Papigno si avvia ad essere compiuta, guardate questi filmati e poi probabilmente avrete come minimo un paio di dubbi:

  • Come mai se la Telfer è davvero pericolosa, in questi anni nessuna autorità ha provveduto, come previsto dai rispettivi doveri istituzionali, a interdire il traffico stradale lungo la Valnerina?
  • Perché se tutto il sito di Papigno è di interesse per quanto riguarda l'archeologia industriale, la Telfer, uno degli elementi più caratterizzanti, non rientra in questo ambito?

Naturalmente non ci sarà mai una risposta, come non ci sono stati responsabili per il furto dei macchinari avvenuto sempre a Papigno due anni fa e non ci riferiamo certo ai ladri piuttosto a chi non li ha custoditi come spetta a chi è incaricato di gestire un patrimonio che appartiene a tutti i cittadini. Sarebbe stato opportuno che in entrambi i filmati fosse stato precisato che da quando l’area di Papigno è entrata a far parte del patrimonio pubblico della città di Terni, MAI è stato effettuato il minimo intervento di manutenzione, segno di un totale disinteressa alla conservazione del bene, ma del resto è sufficiente guardare a cosa NON è stato fanno in tanti anni, quando ancora non c’era la scusa della crisi, addotta come giustificazione fino alla noia. Scommettiamo su un bel supermercato con tanto di foto del sito come era e una passerella finta in vetro e acciaio? Basta avere pazienza. La storia comunque si occuperà di fare giustizia, come sempre. Da parte nostra provvederemo a documentare integralmente la vicenda ed eventualmente a segnalare nelle sedi opportune i responsabili di eventuali attività volte alla speculazione e al danneggiamento irreversibile del patrimonio pubblico.

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La Fabbrica d’Armi di Terni dalle origini alla Prima Guerra Mondiale

La Regia Fabbrica d'Armi di Terni

La Regia Fabbrica d’Armi di Terni

Quest’anno ricorre il centesimo dall’immane tragedia della prima guerra mondiale e ritengo doveroso, nel parlare della règia Fabbrica d’Armi di Terni, accennare al ruolo avuto in quel colossale conflitto. Anche nel secondo conflitto ebbe una parte importantissima nella produzione bellica, ma non raggiunse mai i risultati precedenti. Già nel 1862, un anno dopo la proclamazione del Regno d’Italia, si era parlato di istituire a Terni un’armeria nazionale, malgrado l’interessamento e le pressioni del Comune di Terni, la proposta non ebbe seguito, probabilmente per la troppa vicinanza con lo Stato Pontificio. Poi, il 3 Luglio del 1866 ci fu la battaglia di Sadowa; negli atti del Governo si legge: “Gli splendidi successi riportati dalla Prussia nella recente guerra germanica, hanno reso evidente l’efficacia dei perfezionamenti da essa introdotti nelle armi da fuoco. Le principali potenze dell’Europa già posero mano, senza indugio, alla riforma dell’armamento dei propri eserciti, né l’Italia potrebbe restare indifferente a questa trasformazione senza pericolo di gravissimi danni. Importa quindi provvedere, quanto più presto sia possibile, 600.000 nuovi fucili per la Fanteria, oltre alle armi corte per l’Artiglieria e la Cavalleria. Di presente, lo stato dell’industria privata nel paese non offre mezzi bastanti per rispondere colla necessaria prontezza ad una esigenza così straordinaria e le fabbriche d’armi che possiede il Governo, possono fornire, in un anno, appena 3000 fucili. D’altra parte non converrebbe far ricorso all’industria straniera per la difficoltà derivanti dalla concorrenza di altre potenze, sia per non spedire all’estero vistosi capitali quando vi fosse mezzo di avere produzioni di eguale bontà ed a miglior prezzo in paese. Aggiungasi che in dati eventi si correrebbe il rischio di non ricevere altrimenti le armi dall’estero”. Per queste considerazioni, il Consiglio dei Ministri avrebbe deliberato di dar tosto mano all’impianto di una nuova ed estesa Fabbrica d’Armi nell’Italia centrale, e di procurare lo sviluppo delle fabbriche private già esistenti; aggiungendo questi ai mezzi già disponibili, il paese sia in grado di provvedere con forze proprie, entro un termine relativamente breve, il nuovo armamento. Per l’impianto della ideata manifattura, oltre le offerte già fatte dai municipi, occorrerebbe un milione di lire. All’oggetto però di non aggravare eccessivamente il bilancio dello Stato, il CDM avrebbe deliberato che la spesa anzidetta trovasse compenso da una eguale economia da conseguirsi sul capitolo 51 “Armamento straordinario e spese pel servizio di artiglieria”. Continua a leggere

La passerella che non deve durare, i macchinari dimenticati e una città irriconoscente verso Alterocca

A molti il paragone Telfer-Torre Eiffel sarà sicuramente sembrato eccessivo o soprattutto privo di fondamento però un servizio della trasmissione Voyager (“La torre che non doveva durare”), andato in onda lunedì 28 luglio sembra proprio fatto apposta per esplicitare il concetto che abbiamo esposto in varie sedi, in quanto il conduttore Roberto Giacobbo ha esplicitato alcuni significativi aspetti costruttivi. La torre, come noto, suscitò profonda avversione in molti dei più importanti intellettuali francesi del tempo, che si opposero più volte a gran voce alla sua erezione giudicandola “inutile e mostruosa”, un corpo estraneo nella bella capitale francese. Tuttavia il suo progettista, l’ingegner Eiffel, aveva compiuto dei calcoli strutturali molto avanzati e per la realizzazione scelse il ferro pudellato, in modo tale che i vari elementi da assemblare potessero essere collegati tra loro mediante chiodatura a caldo, una tecnica che conferisce ai manufatti un notevole grado di elasticità torsionale unita a una appropriata capacità di assecondare le dilatazioni termiche.

Torre Eiffel: manutenzione!

Torre Eiffel: manutenzione!

Telfer: demolizione!

Telfer: demolizione!

La Telfer di Papigno è figlia delle stesse concezioni tecniche, che tra l’altro hanno costituito un preciso capitolato tecnico nella realizzazione dei ponti delle ferrovie italiane per molti decenni. Tuttavia nessuna opera dell’uomo è in grado di resistere da sola al tempo, per cui richiede una manutenzione adeguata, quale la verniciatura e la sostituzione delle chiodature e degli elementi strutturali deteriorati, al fine di non compromettere la stabilità statica. Periodicamente il municipio parigino provvede a quanto necessario, mentre a Terni non si può dire altrettanto, dato che purtroppo, da quando la passerella è entrata a far parte del patrimonio pubblico, non è mai stata oggetto di alcuna operazione volta a preservarla. Un bel giorno diventa qualcosa da abbattere, che non ha valore, non ha una storia. Pare proprio che l’area del magazzino della cianamide sia proprio sfortunata, poiché proprio da lì, esattamente due anni fa furono rubati preziosi macchinari appartenuti a storiche aziende ternane, che avrebbero potuto fare bella mostra in qualsiasi museo europeo. Alcuni, nello specifico, provenivano dallo Stabilimento Tipografico Alterocca demolito anni fa per far posto all’inevitabile condominio. Possibile che durante i tanti convegni che da trenta anni si svolgono a Terni nessuno degli illustri professori, urbanisti e politici locali della maggioranza e dell’opposizione abbia mai ragionevolmente pensato che avrebbe potuto essere realizzato un Museo Internazionale della Cartolina Alterocca? Ormai è palese come per disinteresse culturale, e per palesi interessi edilizi, sia tutto progressivamente pilotato verso il degrado totale, mentre in Portogallo è stato realizzato il Museo Nazionale dei Giornali, della Stampa e delle Arti Grafiche, o se preferite rimanere in Italia, è davvero pregevole il Museo dell’Arte Tipografica Portoghese di Altamura, in provincia di Bari.

Colate e forgiati alle Acciaierie di Terni. Solidarietà ai dipendenti AST.

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Sono ore terribili per i lavoratori delle Acciaierie di Terni, per una città intera, una storia gloriosa è ormai sull’orlo del baratro, una cupa minaccia incombe sul futuro di una comunità. I problemi di oggi affondano nella liquidazione dell’IRI, con responsabilità che hanno cognomi e nomi ben precisi. Preferiamo fermarci qui, esprimendo la nostra vicinanza a tutti i dipendenti della Acciai Speciali Terni.

AST 15-04-2007

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Terni, 01/08/2014

Il consiglio direttivo del Centro Studi Malfatti.

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La Regia Fabbrica d'Armi di Terni e le sue Armi

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L'azienda elettrica del Comune di Terni

Per informazioni: Libreria Alterocca, tel. 0744/409201, corso Tacito 20, Terni, libreria.alterocca@gmail.com

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