FAI. I Luoghi del Cuore 2014. Vota per la Telfer e il magazzino della calciocianamide. Ferma la distruzione!

Aderiamo alla campagna indetta dal FAI, I Luoghi del Cuore 2014, votando QUI per la TELFER e il MAGAZZINO DELLA CALCIOCIANAMIDE. Fermiamo la distruzione!

La Telfer e il magazzino della calciocianamide.

La Telfer e il magazzino della calciocianamide.

La passerella Telfer rappresenta un momento fondamentale nell’evoluzione tecnica degli impianti dello stabilimento elettrochimico di Papigno. Fu costruita nel 1929, nel’lambito dei radicali lavori di ammodernamento della fabbrica realizzati dalla Società Terni. Il manufatto assolveva molteplici funzioni, tra cui quella di consentire l’attraversamento della strada regionale 209 della Valnerina e il corso del fiume Nera ad una serie di conduttore, tra cui quella di aspirazione dell’aria, effettuata sulla collina nei pressi di Villa Graziani, era inviata alla sala Claude per ottenere in frazionamento dell’aria per la produzione di azoto e ossigeno. Sul ponte metallico transitava anche la calciocianamide, un concime minerale ottenuto dalla frantumazione della cianamide sottoposta prima ad azotazione e successivamente a macinazione, che era trasferita mediante trasportatori meccanici nel grande magazzino sulla sponda destra del Nera, capace di contenere ben 85.000 tonnellate di prodotto. La salvaguardia della Telfer è fondamentale per consentire di preservare la continuità organica del sito industriale, per consegnare alle future generazioni quanto resta di preziose strutture e macchinari dello stabilimento che l’UNESCO annovera tra maggiori al mondo .

Il fotografo Marcello Modica: no alla demolizione della passerella Telfer e del magazzino, strutture di rara bellezza

Marcello Modica, architetto, è un apprezzato fotografo di siti industriali dismessi e di paesaggi di tutta Italia e in Europa. I suoi lavori sono stati pubblicati su diverse riviste scientifiche internazionali ed esposti in mostre. Per Marcello i luoghi del lavoro sono ancora vivi, “Still Alive”. Infatti, egli scrive, “le rovine dell’era industriale sono una parte essenziale della nostra storia, anche se spesso vengono distrutte e lungi dall’essere considerati patrimonio, per mezzo della fotografia ho intenzione, almeno, di preservare la loro memoria visiva”.

Marcello Modica. elettrochimico di Papigno.

Marcello Modica, elettrochimico di Papigno.

L’ex stabilimento elettrochimico di Papigno, vera e propria pietra miliare della storia dell’industria chimica italiana, è in pericolo. Un tempo lontano questa meravigliosa cittadella industriale incastonata nel paesaggio mozzafiato della Valnerina, a poco più di un km dalle Cascate delle Marmore, faceva dell’Italia il terzo paese al mondo nella produzione di carburo di calcio, dopo la Germania e il Giappone. Dismesso da oltre quarant’anni, il complesso industriale di Papigno rappresenta oggi un perfetto esempio di stabilimento chimico ante-litteram, nonché uno straordinario “manuale” di architettura industriale. L’origine antica (1901) e l’impetuoso sviluppo nel corso della prima metà del secolo ci hanno restituito una magnifica stratificazione di edifici e strutture, come ad esempio la Centrale Velino-Pennarossa, la Sala Claude, la Cabina Anglo-Romana, il Magazzino Calciocianamide e la passerella Telfer, per citarne alcuni. Proprio gli ultimi due manufatti, che rappresentano una fase cruciale nello sviluppo della fabbrica – quella della produzione di calciocianamide, il precursore dei moderni fertilizzanti azotati -, sono stati recentemente oggetto di ipotesi di demolizione da parte dell’Amministrazione comunale di Terni – proprietaria di gran parte dell’area dal 2003. Avendo avuto modo, in anni recenti, di visitare ripetutamente lo stabilimento dismesso, non mi meraviglio affatto di quest’ultima presa di posizione. Essa persegue infatti un modello di gestione del patrimonio pubblico estremamente dannoso non solo per il patrimonio stesso, ma anche e soprattutto per il territorio, l’economia e la società che da quel patrimonio dovrebbe trarre beneficio. Il caso di Papigno è emblematico. Un complesso di tale rilevanza storico-architettonica, situato in una zona di forte attrattività turistica e per di più in una città come Terni che vede ogni giorno di più sfumare la sua base economica e produttiva, dovrebbe essere al centro delle politiche pubbliche di valorizzazione territoriale. Continua a leggere

Telfer e magazzino calciocianamide: eccovi servito il “casus demolitionis” complementare

Secondo una prassi consolidata ecco servito alla città di Terni anche il casus demolitionis complementare: la Telfer, come noto, sarebbe pericolante ma ad aggravare la situazione ci sarebbe il fatto che poggia parzialmente sul magazzino della cianamide, a sua volta improvvisamente affetto da “criticità statiche”, tanto per esplicitare il concetto in modo erudito, da “ingegnere”. Dunque si profilerebbe un perfetto caso di demolizione complementare, che libererebbe un prezioso spazio all’inizio della Valnerina per gli interessi edilizi e commerciali di qualche altro speculatore o, peggio, per il consueto centro commerciale, interessi che comunque, stiamo tranquilli, non tarderanno a manifestarsi, annunciati, ancora una volta, come valorizzazione di un sito. I contorni sono sempre più fumosi, spunta al momento giusto la consueta relazione tecnica sulla pericolosità. Peccato che l’area del magazzino sia ancora accessibile a chiunque, nonostante il Centro Studi Malfatti abbia segnalato il problema da anni, in occasione del grottesco furto dei macchinari che il Comune avrebbe dovuto impiegare per il museo di archeologia industriale, e che sotto la Telfer si svolgano ogni fine settimana i corsi di rafting, mentre il traffico stradale scorre come di consueto. Decisamente c’è qualcosa che non va, il naso di “Pinocchio” sembrerebbe diventare sempre più lungo, superando come dimensioni la Telfer stessa. E dire che solo pochi giorni fa ci era stato raccontato che la passerella non ha valore storico, ma tutto il resto dello stabilimento si. Appunto, forse si tratterebbe di valore commerciale del terreno su cui sorgono gli edifici, un valore per gli speculatori di turno, non per la collettività ternana. In una situazione analoga il sindaco di Assisi Ricci ha coraggiosamente operato in modo tale che fosse restaurato il magazzino a paraboloide del Nervi presente sul suo territorio, anche se questo registrava delle fortissime criticità del calcestruzzo estese tutta la sua struttura portante. Per concludere qualche esempio di recuperi riguardanti edifici simili nel resto d’Italia.

Paraboloide Nervi di Assisi prima del restauro

Paraboloide Nervi di Assisi prima del restauro

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Atto di indirizzo sito industriale dismesso Papigno – passerella TELFER

Pubblico di seguito il testo di un atto di indirizzo che ho presentato ieri in Consiglio Comunale relativa al sito industriale dismesso di Papigno e alla passerella TELFER. Vi riporto di seguito il testo:

ATTO DI INDIRIZZO

  • Al Sindaco di Terni
  • All’Assessore Competente
  • Al Presidente del Consiglio Comunale
  • Alla Segreteria Generale del Comune di Terni
Telfer

Telfer

Oggetto: sito industriale dismesso di Papigno, passerella TELFER

Premesso

  • Che la passerella TELFER di Papigno rappresenta un importante manufatto del patrimonio di archeologia industriale della nostra città;
  • Che la stessa si colloca all’interno di un’area di interesse naturalistico e architettonico unico, per il fattore di armonizzazione tra elementi naturali e antropici, dagli antichi insediamenti del paleolitico (area Ponte del Toro), alla moderna industrializzazione del XIX e XX secolo;
  • Che tale manufatto, costruito nel 1929 nell’ambito dei radicali lavori di ammodernamento della fabbrica realizzata dalla Società Terni, rappresenta un momento fondamentale nell’evoluzione tecnica degli impianti dello stabilimento elettrochimico di Papigno;
  • Che la salvaguardia della TELFER è fondamentale per consentire di preservare la continuità organica del sito industriale, per consegnare alle future generazioni quanto resta di preziose strutture e macchinari dello stabilimento che l’UNESCO annovera tra i maggiori al mondo;

Preso atto

  • Che ci troviamo di fronte ad una testimonianza dell’industrializzazione ternana che attualmente sembra avere pochi eguali in Italia;
  • Che la TELFER, in quanto manufatto di interesse culturale, può essere inserita in un progetto di museo dell’industria eterogeneo, che potrebbe essere realizzato a Papigno, come sosteneva l’indimenticabile ingegner Papuli in un convegno del 1996;
  • Che dal 2010 Comune di Terni, Provincia di Terni e Fondazione CARIT si sono detti disponibili alla costruzione di un museo dell’energia nell’area del sito di Papigno (DGC n. 107/2010; DGC n. 433/2011), ma dalla data dell’acquisizione dell’area questa è stata oggetto di furti e di situazioni di degrado avanzato;
  • Che nel frattempo la Regione dell’ Umbria ha indetto un concorso per la riqualificazione dell’area, vinto da un architetto ternano con un progetto sul riuso proprio dell’area dei magazzini, dopo che la Regione Umbria nel 2013 ha approvato una legge per la salvaguardia del patrimonio di archeologia industriale, nel cui testo si fa esplicito riferimento alla particolare ricchezza del comprensorio ternano e narnese;
  • Che la somma occorrente per la rimozione della TELFER è praticamente similare alla cifra prevista per il restauro e la conservazione della passerella;
  • Che nel Comune di Assisi è stato da poco ultimato un intervento di restauro coraggiosissimo su un capannone a paraboloide progettato da Nervi, le cui strutture in cemento armato erano estremamente compromesso; da sottolineare che questo intervento è stato voluto e compiuto in una cittadina che è famosa in tutto il mondo per ben altro che l’archeologia industriale, tuttavia con grande lungimiranza;

Il sottoscritto Consigliere impegna il Sindaco e la Giunta 

  • A revocare gli atti amministrativi finalizzati allo smantellamento della passerella TELFER;
  • Ad attivare interventi finalizzati alla salvaguardia del manufatto e delle sue pertinenze, al fine di salvare le ultime tracce della rivoluzione industriale del centro Italia e trasmettere alle future generazioni la memoria di un periodo storico estremamente significativo.

Il Consigliere Comunale

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