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La Filatura di Terni

da “Terni. Rassegna mensile del Comune”, Marzo 1934, anno I – numero 3

La Filatura di Terni conta parecchi decenni di vita. Sorta nella nostra dinamica città, che già, in virtù delle proprie grandiose risorse idroelettriche, aveva dato vita e sviluppo a ricche industrie chimiche, siderurgiche e meccaniche, ebbe un vasto e moderno impianto – tra i più grandiosi d’Italia – per la fabbricazione dei filati di lana. Dopo varie vicende e dopo un periodo di inattività, la filatura fu rilevata, nell’anno 1932, dalla Soc. An. “Il Fabbricone di Prato” Lanificio Italiano già Klinger e Koessler, che la restituì a nuova vita, sia adattandone gli impianti meccanici alle esigenze dell’industria moderna, sia provvedendo al collocamento dei suoi prodotti, parte destinati al consumo della Tessitura di Prato, parte destinati al commercio e soprattutto all’esportazione.

La Filatura dispone di un impianto di oltre 30.000 fusi. Essa riceve il prodotto semilavorato, cioè il nastro di lana pettinata e, attraverso le proprie macchine di preparazione, rende idoneo tale prodotto ad essere trasformato in filato di lana mediante il vasto impianto di filatura a selfacting, impianto che per capacità e regolarità di produzione va annoverato tra i più cospicui della Nazione. Sono poi aggregate alla filatura un impianto di filatura a rings e un largo gruppo di macchine abbinatrici, ritorcitrici e tracannatrici, che provvedono a tutte le esigenze dell’industria mercè la loro capacità di produrre filati a torsione forte, a due, tre o più capi, e a quanto di speciale può esigere la moda, sia in filati che la tessitura di Prato trasformerà poi nella più estesa gamma di tessuti da signora, sia in filati per maglieria meccanica e per maglieria domestica. Un impianto di lavorazione di filati cardati completa poi la fabbrica, consentendole la produzione di questo speciale genere di filati di lana, che pure tanta importanza riveste nella moda d’oggidì. La Filatura di Terni, la cui produzione è bene apprezzata sia in Italia, sia all’estero, fornisce lavoro a circa 500 operai, per l’assistenza dei quali la fabbrica, dispone di refettori, di stanza pronto soccorso e di quanto altro le provvidenze sociali volute dal Governo Fascista hanno voluto a pro delle classe lavoratrici. La Filatura partecipa alla particolare risorsa della Città di Terni, avendo una propria derivazione dal Canale Nerino e che fornisce una potente ed ininterrotta energia idrica che, alimentando un impianto di turbine, fornisce alla fabbrica l’energia elettrica necessaria a tenere in azione il proprio vasto impianto meccanico.

Vedi anche: Lanificio Gruber

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