Terni protagonista grazie a Luigi Casale

Ispirati dal grande successo ottenuto dalla Germania durante la guerra mondiale nella sintesi dell’ammoniaca, a partire da allora furono sviluppati numerosi processi volti ad ottenere il medesimo risultato, tra cui il metodo Casale. Una prima unità sperimentale che lo utilizzava fu avviata a Terni, sostituita nel 1922 da un impianto della capacità di circa 750 t di azoto all’anno, poi spedita in Francia a scopo commerciale dimostrativo. Verso la fine del 1923 un secondo stabilimento di Casale, della capacità annua di circa 2.250 t, fu messo in produzione a Nera Montoro. Entrambi le fabbriche furono acquisite dalla Società Italiana Ammoniaca Sintetica, una consociata tra la Società Italiana per Carburo di Calcio Acetilene ed Altri Gas e la Società degli Alti Forni Acciaierie e Fonderie di Terni. È interessante notare come la società che possedeva il più grande impianto di cianamide in Italia stesse entrando nella produzione di azoto mediante il processo volto ad ottenere ammoniaca sintetica. Gli stabilimenti Casale erano operativi in Italia, Francia, Spagna, Giappone e Stati Uniti. Tuttavia, avevano tutti una capacità relativamente ridotta e la loro produzione combinata era ancora inferiore al 5% di quella del grande stabilimento di Merseburg, in Germania. A Novara, nel frattempo, era stato da tempo avviato un altro impianto sperimentale per ammoniaca sintetica, che utilizza il cosiddetto processo Fauser e si riteneva che gli interessi della Montecatini, concorrente del polo ternano, avrebbero consentito un notevole sviluppo. La capacità di azotofissazione degli stabilimenti di cianamide in Italia era di circa 16.500 t annue con una produzione effettiva di circa 6.000 t, ma va rilevato come nel nostro paese ci fossero ancora pochi forni da coke. Tuttavia l’industria dell’azoto atmosferico era in fase di grande espansione e negli anni successivi si sarebbe assistito ad un aumento della produzione di fertilizzanti azotati sintetici. Si tentarono, seppure con minor successo anche altre strade, come la gassificazione di 100.000 t. di torba all’anno nell’impianto appositamente realizzato a Massacciucoli, nei pressi di Viareggio, che avrebbe consentito di ottenere 50.000 q di fertilizzante e 50.000 q di catrame paraffinato ma già nel 1927 il giacimento si esaurì e l’unica attività che rimase in vita fu quella dell’estrazione di sabbia. A Terni I laboratori di Luigi Casale, che contribuì a far conoscere il nome di questa città nel mondo e videro all’opera anche Carlo Emilio Gadda, sono stati quasi completamente demoliti per far posto ad anonimo un centro commerciale, denotando una sensibilità verso la storia e la cultura da far rabbrividire. Una delle tante preziose testimonianze dell’industrializzazione italiana che sono andate irrimediabilmente perdute, vittima di politici locali tutt’altro che illuminati.

Terni, stabilimento per la produzione di ammoniaca sintetica
Terni, stabilimento per la produzione di ammoniaca sintetica
Terni, stabilimento per la produzione di ammoniaca sintetica
Terni, stabilimento per la produzione di ammoniaca sintetica
Terni, Impianto sperimentale per l'ammoniaca
Terni, Impianto sperimentale per l’ammoniaca
Tubi di sintesi, Acciaieria di Terni, 1923
Tubi di sintesi, Acciaieria di Terni, 1923
Nera Montoro, compressori da 750 atm per la sintesi dell'ammoniaca, 1922
Nera Montoro, compressori da 750 atm per la sintesi dell’ammoniaca, 1922
Nera Montoro, impianto per la sintesi dell'ammoniaca
Nera Montoro, impianto per la sintesi dell’ammoniaca
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