II 20 settembre 1899 a Perugia fu inaugurato il nuovo acquedotto, lungo 43 km, in grado di fornire la città di 2000 m3 eccellente acqua, proveniente dalle note sorgenti di Nocera Umbra. All’epoca si trattava di una delle infrastrutture più avanzate realizzate in Italia, sia dal punto di vista igienico sia da quello tecnico. La sorgente di presa si trova ad un’altezza di 627 m s. l. m., ma, per giungere in città, alla quota 520 m s. l. m., l’acqua deve percorrere tutta la valle del Tevere, con una pressione di esercizio di 37 atm, fino ad allora raramente adottata in altre opere simili, come quelle di Serino e Viterbo. L’edificio di presa si trova sul Col Caprile e discendendo per una galleria di 57 m, che serve all’allacciamento delle sorgenti, alla falda occidentale del monte Pennino, l’acquedotto scorre seguendo il percorso della strada Flaminia, imboccando quindi una galleria che da Valle Rio S. Pietro va a sboccare in Val di Mora ad un’altitudine di 600 m. Questo tunnel lungo quasi 2 km, al cui interno si trovano i tubi di 300 mm. di diametro, fu costruito in muratura ad arco, con cunetta centrale e ballatoio laterale ed è comodamente ispezionabile, essendo alto 2 m e largo 1,50 m. Questa caratteristica, in caso di guasti, consente rapidi interventi e riparazioni agevoli. Lungo il tragitto dell’acquedotto sorgono tre cantoniere con relativi posti di guardia, molte saracinesche d’arresto, sfiati e scarichi automatici coi relativi tombini. Lungo il suo percorso il manufatto è costituito da molti tratti perfettamente rettilinei, fatto che consentì una notevole economia nella fornitura dei tubi, potendo evitare il ricorso ai pezzi speciali. L’acquedotto raggiunge Perugia presso il Colle dei Cappuccini dove si trova un grande serbatoio da cui partono i due rami principali della distribuzione siti a porta Carmine e a piazza Fortebraccio. Per la realizzazione furono necessarie 4.500 t di tubatura ed accessori ed un investimento di circa un milione di lire. L’intero materiale fu fornito dalle Acciaierie di Terni, con una bassissima percentuale di pezzi scartati. Il costo totale della dell’opera progettata dall’ingegnere Giuseppe Domenico Cangia, capo dell’ufficio tecnico comunale di Perugia superò i due milioni. L’inaugurazione, avvenuta alla presenza del ministro Salandra, fu seguita da una festa straordinaria della durata di quasi una settimana e coincise con l’inaugurazione di due altre grandi opere, l’impianto elettrico di illuminazione pubblica alimentato dalla centrale termoelettrica in via XIV Settembre e la linea del tram.

Centrale termoelettrica, via XIV Settembre
Centrale termoelettrica, via XIV Settembre
Piazza Fortebraccio
Piazza Fortebraccio
Piazza Vittorio Emanuele
Piazza Vittorio Emanuele
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