Il balipedio delle Acciaierie di Terni era una struttura costruita per eseguire le prove di tiro, al fine di determinare il comportamento dei proiettili di artiglieria e delle corazzature navali. La raccolta di dati riguardava la corazze non solo navali ma anche, ad esempio, delle cupole dei forti alpini.
 I parametri in gioco erano molteplici: lo spessore, 
il tipo di acciaio, l’angolo di impatto, 
la velocità di impatto e 
il tipo di proiettili: perforanti, esplosivi o a carica cava. I tecnici potevano così studiare le forme migliori da conferire ai proiettili e in collaborazione con i militari, calcolare la granitura delle polveri di lancio, laddove era evidente che per aumentare la velocità, i sistemi erano solo due: migliorare la qualità dell’esplosivo oppure accrescerne la quantità.

Il balipedio, foto dal volume Terni 1884-1934

Il balipedio dopo l’ampliamento, foto dal volume Terni 1884-1934

Tahon di Revel al balipedio, 7 luglio 1938

Tahon di Revel al balipedio, 7 luglio 1938

Il balipedio fu realizzato nel 1903 e consisteva in una galleria lunga 10 m, scavata all’interno delle pendici della collina di Pentima, al cui interno si svolgevano le prove, utilizzando un cannone installato su un affusto che poteva scorrere su rotaie. In seguito, vista la crescente tensione internazionale, che faceva presagire alla Grande Guerra, nel novembre del 1914 la SAFFAT decise di ampliarelo, affidando i lavori all’Impresa di Costruzioni Giulio Rossi di Roma. Le modifiche comportarono un ampliamento della galleria che raggiunse la lunghezza complessiva di 25 m e fu dotata di un camino di sfiato alto 3 m, del diametro di 2,4 m allo scopo di evitare pressioni eccessive dovute alle esplosioni dei proiettili di artiglieria. Il balipedio era molto importante per l’industria bellica nazionale, al punto che il 7 luglio 1938 Paolo Emilio Thaon di Revel, ammiraglio e poi presidente del Senato del Regno d’Italia, vi si recò in visita, seguito nell’ottobre 1940 da Benito Mussolini. Terminato il secondo conflitto mondiale ed esaurite le produzioni belliche della Terni, il balipedio perse la sua importanza e si dice che sia stato utilizzato per anni come deposito.

L’autore ringrazia per il prezioso contributo il Generale Aldebrano Micheli.