Il Lago del Salto è un invaso di natura artificiale ed è stato realizzato per mitigare il regime torrentizio del fiume Salto andando a ridurre gli effetti delle piene su Rieti, Terni, ma anche sulla più lontana Roma. Oggi è il più grande lago artificiale del Lazio, ma nel progetto originario del 1916 a cura dell’ing. Guido Rimini non doveva essere così vasto. L’interesse economico alla realizzazione dei bacini per lo sfruttamento idroelettrico fece passare in secondo piano l’esigenza di evitare gli allagamenti della piana reatina e dove la valle è più stretta, alle Balze di Santa Lucia fu realizzata la grande diga. Ai tempi della costruzione era tra le più grandi d’Europa e le coste del lago che si è formato si snodano lungo un perimetro di 57 km, dischiudendo alla vista un’incantevole varietà di paesaggi: coste frastagliate, insenature e fiordi, valli scavate da torrenti. Il movimento delle acque, con le sue variazioni di livello, genera i caratteristici calanchi lungo le sponde. La realizzazione dell’invaso comportò il sacrificio di quattro paesi Borgo San Pietro, Teglieto, Fiumata e Sant’Ippolito che furono sommersi dalle acque, per essere ricostruiti a monte sulle rive. La diga a gravità, alta 108 metri, fu costruita dalla Società Terni nel 1940 mediante sbarramento del fiume Salto allo scopo di realizzare l’invasamento della valle del Cicolano. Il bacino, della capacità di 280.000.000 di m3, è collegato a quello del Turano mediante un canale artificiale lungo circa 9 km e del diametro di 2,5 m scavato nel monte Navegna. Tecnicamente si tratta di uno sbarramento del tipo a gravità massiccia, con andamento planimetrico arcuato, tracimabile per quasi tutta la sua lunghezza (234 m) grazie a tredici finestre di sfioro, che con il suo peso sostiene la spinta delle acque, mentre la leggera curvatura consente di assorbire le sollecitazioni sismiche. Questo serbatoio di fatto può regolare la producibilità degli impianti idroelettrici del sistema Nera-Velino. Le acque alimentano con una portata di 45 m3/s due gruppi installati nella centrale di Cotilia da 30 MVA ciascuno grazie ad una galleria forzata del diametro di 4 m, con uno sviluppo di 11,8 km. La costruzione di questo impianto, iniziata nel 1940, fu completata solo dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale. Interessante notare che le suddette turbine erano di tipo reversibile, ovvero potevano fungere anche da pompe, smantellate nei corso dei lavori che hanno interessato numerose centrali del bacino Nera-Velino a partire dal 2008.

Lapide per i caduti durante la costruzione della diga
Lapide per i caduti durante la costruzione della diga
La diga con la cabina comandi
La diga con la cabina comandi
I resti del cantiere
I resti del cantiere
Ponte sul lago del Salto
Ponte sul lago del Salto
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