L’Officina Elettrica Municipale, come era chiamata, entrò in servizio nel 1908. Venne distrutta dai guastatori dell’esercito tedesco in una data che va situata tra il 5 ed il 13 giugno 1943, giorni in cui furono gravemente danneggiate o rase al suolo tutte le centrali attive o poste in riserva presenti sul territorio provinciale. Presso il vocabolo Cascata, sulla sponda destra del Velino, si trova ancora l’edificio di presa, costituito dalla piccola abitazione per il custode e dalla bocca di presa, nel seminterrato. Da qui, con una portata massima di 2,7 mc/s, le acque mediante una galleria lunga 400 metri, giungevano alla vasca di carico posta sul ciglione di Marmore. La discesa verso la Valnerina era affidata a una condotta forzata di 290 m che provvedeva ad alimentare l’impianto dotato di quattro turbine da 736 kW e altrettanti alternatori da 1000 kVA. La centrale fu posta in riserva, come altre, nel 1929, quando entrò in funzione il grande impianto di Galleto, ma purtroppo ciò non servì a preservarla dagli eventi bellici. La sua ubicazione corrispondeva all’area in cui si trova oggi il tourist shop e l’entrata del parcheggio della Cascata delle Marmore. Volgendo lo sguardo al Nera si può vedere il ponte in ferro che sosteneva la condotta forzata.

Centrale idroelettrica del Comune di Terni

Edificio della centrale

Centrale idroelettrica del Comune di Terni

Edificio della centrale

Centrale idroelettrica del Comune di Terni

Ponte in ferro della condotta forzata per l’attraversamento del Nera

Centrale idroelettrica del Comune di Terni

Casa di guardia dell’opera di presa

Centrale idroelettrica del Comune di Terni

Trincea della condotta forzata