Giovanni Maria Mastai-Ferretti, salito al soglio pontificio con il nome di Papa Pio IX, il 14 luglio 1846, a meno di un mese dalla sua elezione, delegò ad una Commissione Tecnica lo studio e la progettazione di una articolata rete ferroviaria. Il 7 novembre 1846, fu emanata una Notificazione nella quale si autorizzava la costruzione delle linee che il Governo Pontificio considerava come di principale importanza, tra cui «quella che da Roma, correndo i luoghi più popolosi dell’Umbria, com’è principalmente Foligno e la Valle del fiume Potenza, mette in Ancona; e quindi da Ancona a Bologna, seguendo le tracce della via Flaminia-Emilia» per poi collegarsi anche con le strade ferrate del Lombardo-Veneto, gestite dalla cattolica Austria.

Rettilineo prima della galleria Recentino

Rettilineo prima della galleria Recentino

Ingresso galleria del Recentino

Ingresso galleria del Recentino

Nel maggio 1856 la commissione pontificia rilasciò la concessione, delineando il percorso definitivo: «la strada ferrata moverà da un punto sulla riva destra del Tevere, vicino alla porta Angelica; toccherà Orte, Terni, passerà il Colle di Cerro; toccherà Foligno, varcherà l’Appennino al colle di Fossato, si avvicinerà a Fabriano e si congiungerà seguendo la valle dell’Esino alla linea da Ancona a Bologna». Il progetto esecutivo, affidato alla società spagnola Casavaldès rappresentata da Felice Valdès De Los Rios, prese il nome di Strada Ferrata «Pio Centrale», ma l’opera fu completata solo dieci anni dopo, a causa di enormi scandali finanziari, gravi incidenti tra cui l’esplosione del deposito di polveri da sparo di Stifone durante la costruzione del tratto Narni-Nera Montoro ma soprattutto, del passaggio dallo Stato Pontificio al Regno d’Italia di gran parte del territorio attraversato dalla ferrovia corrispondente alle attuali regioni Umbria, Marche ed Emilia-Romagna, dopo la II Guerra di Indipendenza.

Galleria del Recentino

Galleria del Recentino

Sostegno linea alimentazione

Sostegno linea alimentazione

inalmente, il 29 aprile 1866, fu ufficialmente inaugurata la tratta Roma-Orte-Foligno gestita dalla Società per le Strade Ferrate Romane, ma a causa del pessimo livello di servizio lo Stato italiano riscattò la linea, attivando il doppio binario tra Roma ed Orte nel 1890. Nel 1905 l’esercizio passò alle Ferrovie dello Stato, mentre trenta anni dopo, l’introduzione delle automotrici ALn 56, permise di ridurre quasi a metà il tempo di percorrenza sceso a sole 4 ore contro le 7 necessarie ai treni a vapore.

Ingresso galleria San Cassiano

Ingresso galleria San Cassiano

Indicazione in galleria

Indicazione in galleria

Finalmente il 28 ottobre 1935 fu introdotta la trazione elettrica a 3000 volt a corrente continua, grazie alle nuove elettromotrici binate ALe 40, mentre nel 1940 fu attivato il addoppio della Orte-Foligno ma nel 1944 la linea risultava interrotta in vari punti a causa degli eventi bellici, con gravissimi danni ad oltre il 60% delle infrastrutture. La riattivazione completa avvenne nel 1946, successivamente, nel 1998, il tratto di ferrovia che passava all’interno delle gole del Nera è stato dismesso a causa degli elevatissimi costi per mantenere in sicurezza la linea e sostituito da una nuova galleria di 3.657 m scavata all’interno del monte Santa Croce.

Posto telefonico

Posto telefonico

Casotto per attrezzi

Casotto per attrezzi

Il vecchio percorso in disuso, percorribile a piedi o in bicicletta, inaugurato nel novembre del 2016 dopo i lavori di adeguamento, costituisce un pregevole esempio di recupero che consente di ammirare le gole del Nera, il borgo di Stifone e le testimonianze di archeologia industriale rappresentante dalle centrali costruite agli inizi del Novecento da Aldo Netti e dalle opere di presa del Recentino per la centrale di Nera Montoro.