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Per “Spoleto Futuro” la ex Spoleto-Norcia può tornare a vivere

Presenti gli organi direttivi del Centro Studi Politici e Sociali Malfatti.

fonte: http://tuttoggi.info/articolo/13873/

Successo di pubblico e di attenzione per il tema del secondo tavolo tecnico del Comitato.

Spoleto – 04/04/2009 20:55

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Si è tenuto questa mattina, presso l’Albornoz Palace Hotel, il secondo dei tavoli tecnici organizzati dal Comitato Spoleto Futuro dedicato questa volta all’ipotesi di ripristino della linea ferroviaria Spoleto Norcia, soppressa nel 1968  da un decreto a firma dell’allora Ministro dei trasporti, Oscar Luigi Scalfaro.Come detto dal moderatore dell’incontro, l’Avv. Roberto Coricelli, la vecchia ferrovia è rimasta nel cuore degli spoletini che, in numero sempre maggiore, richiedono venga di nuovo riposizionata nel suo percorso originario.”Un treno-aggiunge Coricelli- che univa due territori, che faceva viaggiare le persone da un luogo ad un altro e sempre le riportava a casa, contrariamente ai treni dei primi del XX secolo che spesso avevano viaggiatori, quali soldati od emigranti, che partivano per non più ritornare”.

Vero momento di commozione si è vissuto quando i presenti hanno salutato con un affettuoso applauso il sig. Giuseppe Farinelli, nel 1968 capostazione alla stazione di Spoleto, colui che, quasi con un atto di ammutinamento, diede il fischio di partenza all’ultimo treno che da Spoleto andò a Norcia; in quel momento, davvero, per un attimo si è risentito il fischio del Trenino Azzurro.

Al di la dell’aspetto emozionale del tema del convegno e di una ricostruzione storica della ferrovia esposta da Giampaolo Emili, anima insime a Pietro Emidio Rindinella del Comitato ” Spoleto-Norcia”, con il supporto di materiale fotografico fortemente evocativo e di grande fascino, i relatori del convegno hanno dettagliatamente illustrato ed analizzato le problematiche che la ricostruzione e la gestione della Spoleto Norcia potrebbe comportare, dal punto di vista amministrativo, tecnico ed economico.

Ma, soprattutto, ha suscitato vivo interesse nella platea la dotta esposizione  dall’Architetto Elisabetta Bellini, che ha illustrato un suo studio di fattibilità che si proiettava anche alla fase gestionale e di sfruttamento della ferrovia, che potrebbe rivelarsi utilissimo mezzo di promozione e crescita delle eccellenze artistiche, architettoniche ed enogastronomiche del territorio. Suggestivo in questo senso l’allestimento della sala convegni dell’Albornoz tappezzata di tavole di fattibilità e studio grafico e geologico del possibile progetto.

Interessante notare il richiamo che Il prof. Stefano Maggi, della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Siena, ha fatto sulla questione che diverse regioni italiane questa possibilità non se la sono lasciata sfuggire ed in Val d’Orcia e sulla Genova Caselle, ad esempio, tutt’ora viaggiano “trenini”come quello che viaggiava nella nostra città, anzi, è stato sorprendente scoprire che 4 motrici originali che prestavano servizio sul nostro tracciato ora sono regolarmente usate proprio nella ferrovia ligure, e sono chiamate modello “Spoleto”.

A supporto del progetto di fattibilità è seguita una complessa quanto efficace relazione sui costi dello stesso, dell’economista Dott.Gabriele Bariletti. Va detto per la cronaca che questo sembra essere stato l’intervento che più ha stimolato ” reazioni”, tra alcuni osservatori di rango presenti in sala. In prima fila sedeva infatti il Sindaco Massimo Brunini, decisamente attento allo svolgersi del convegno, e poche file indietro la Presidente della Comunità Montana della Valnerina, Agnese Benedetti, che in alcuni passaggi decisivi dell’economista scuoteva energicamente la testa.

In ogni caso la relazione del Dott. Bariletti, in un novero di cifre snocciolate con grande efficacia di sintesi, ha inchiodato in assoluto silenzio una platea che non ha manifestato segni di insofferenza ed anzi non ha nemmeno accennato, come di solito accade in casi simili, ad alzarsi per una ” boccata d’aria”. Conclusione del conteggio: “la ferrovia si può fare! ”

Infine, una panoramica delle future possibilità tecniche del rinascente Trenino Azzurro è stata tracciata dall’Ing. Moreno Gervasi, presidente del Comitato Spoleto Futuro, che ha mostrato le opportunità dell’utilizzo delle nuove tecnologie che consentirebbero un tempo di percorrenza della tratta del tutto analogo a quello su gomma,  l’utilizzo della ferrovia sia come treno turistico che come infrastruttura di trasporto alternativo renderebbe possibile un forte abbattimento delle emissioni di CO2, rispetto a quelle derivanti oggi dagli autoveicoli utilizzati per spostarsi da Spoleto a Norcia.

Come dichiarato in chiusura convegno dallo stesso Ing. Gervasi “non è più tempo di accampare scuse, abbiamo dimostrato la fattibilità tecnica, economica, nonché ambientale,  il periodo che stiamo vivendo non ci consente di perdere queste opportunità ed è ora che ciascuno si assuma le proprie responsabilità di fronte ai cittadini: chi non vuole la rinascita della ferrovia Spoleto Norcia lo dica chiaramente e ci spieghi il perché.”

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