La Società Imprese Elettriche Conti fu costituita il 27 novembre 1901 per opera dell’ingegner Ettore Conti con un capitale iniziale di 3 milioni di lire, successivamente aumentato fino a 30 milioni. Tra gli impianti realizzati, si distingue per architettura, dovuta all’architetto Pietro Portaluppi (1888-1967), quello di Verampio, costruito tra il 1912 ed il 1914. La centrale si trova nella valle Antigorio, alla confluenza del fiume Toce e del torrente Davero ed ha la sua opera di presa in corrispondenza dello scarico dell’impianto di Goglio. Il canale derivatore scavato nella roccia, lungo 7 km, giunge fino a un bacino di carico posto in Località Cravegna, della capacità di 24.000 m3. Inizialmente la sala macchina ospitava quattro turbine Pelton della potenza complessiva di oltre 20 MW, fornite dalla Riva, mentre gli alternatori, funzionanti a 42 Hz, erano della Brown Boveri. Nel 1949 i gruppi furono sostituiti da due nuove unità più efficiente, con un innalzamento della potenza a 48 MW, adeguando la frequenza di rete a quella nuova, pari a 50 Hz. Tale risultato fu raggiunto grazie anche al ragguardevole salto disponibile, 565 m, con le acque convogliate grazie ad una condotta del diametro massimo di 190 mm ed una lunghezza di 1.540 m. Per sopperire alle magre del Devero e regolare il regime della portata per gli impianti di Goglio e di Verampio, a 1.860 m di altitudine fu realizzato, un invaso, capace di 13 milioni di m3 d’acqua, ottenuto, sbarrando con una diga di 100 m di lunghezza e 18 d’altezza, il lago naturale di Codelago, nel punto in cui da esso ha origine il rivo d’Arbola. L’energia prodotta a Verampio insieme a quella di Foppiano e Goglio, elevata nelle officine stesse a 60 kV, era trasportata, per mezzo di una linea di circa 120 km di lunghezza, fino a Novara, in una grande stazione di trasformazione, di smistamento e di riserva termica. La Centrale di Verampio, intitolata ad Ettore Conti, è stata oggetto di un nuovo, profondo, intervento di rinnovamento tra il 2007 e il 2009 che ha portato all’ennesima sostituzione dei due turbo-alternatori e dei quadri di comando e di controllo, facendo salire la potenza a 53 MW, ma nonostante non conservi più i macchinari originali, rimane un indiscutibile gioiello di architettura e di archeologia industriale.

Centrale idroelettrica Ettore Conti
Centrale idroelettrica Ettore Conti
Vista laterale della centrale
Vista laterale della centrale
Diga di Codelago
Diga di Codelago
La centrale oggi
La centrale oggi
La centrale vista dal drone in 4K
Condividi: