La centrale di Pedesalto, i cui lavori furono avviati all’inizio del 1907, fu il primo impianto realizzato dalla Società Forze Motrici Cismon Brenta, costituita nel 1906 per iniziativa di Carlo Esterle ed Angelo Forti, con lo scopo di utilizzare a vantaggio della zona centrale del Veneto le forze idrauliche del Brenta. La derivazione capta le acque dal Cismon, importante affluente del Brenta, presso il Ponte della Serra, sulla strada Nazionale Feltre-S. Martino di Castrozza, mediante una diga in muratura, alta 35 m, costituita da un arco gettato tra due muri in pietra, appoggiato a valle ad un pilone centrale che fa da sostegno ad una struttura a ponte. Questo manufatto è in grado di sopportare una pressione massima di ben 47 m d’acqua, essendo stato previsto in fase progettuale che l’acqua potesse in casi eccezionali tracimare dalla cresta della diga con una lama persino di due metri d’altezza. Per tali motivi, grazie alla particolare struttura ideata dall’Ing. Forti, l’acqua in fase di tracimazione cade sul letto del torrente sottostante ad oltre 20 m dalla diga, prevenendo qualsiasi azione erosiva. Le fondazioni diga furono eseguite 10 m sotto il livello il livello minimo delle acque del fiume per mezzo di tre grandi cassoni pneumatici con giunzione stagna ottenuta utilizzando speciali sistemi pneumatici proposti da Forti. L’opera di presa si trova sulla sponda sinistra ed è articolata in tre luci di 2,50 m di larghezza ed immette le acque in una galleria con la soglia più bassa dell’incile e destinata a mantenere le bocche di presa libere da depositi, inoltre, per lo smaltimento delle acque di piena, fu previsto anche uno sfioratore di oltre 50 m di lunghezza. Il canale, realizzato per intero in galleria, è lungo circa 1.400 m e consente alle acque di raggiungere la vasca di carico, capace di circa 6.000 m3, da cui partono due condotte forzate del diametro di 1,90 m che alimentavano, dopo un salto di 54 m, ed una portata di 22 m3/s tre gruppi Riva-Tecnomasio Italiano Brown Boveri da circa 2.200 kW ciascuno. L’energia prodotta alla Centrale di Pedesalto era ceduta alla Società Adriatica di Elettricità che ne curava la distribuzione alla città di Padova, Vicenza, Schio, Rovigo, Adria ed alle zone limitrofe, coprendo con le proprie reti tutto il Veneto Centrale e giungendo fino a Ferrara. Nel 1955 l’impianto perse parte della sua importanza con la realizzazione del bacino artificiale del Senaiga e dell’impianto di Arsiè, che ridussero notevolmente la portata del Cismon, poi nel 1966 fu semidistrutto da una alluvione che causò il crollo della torre dei trasformatori. Gli anni Ottanta videro la sostituzione delle unità originali con una tipo Francis della potenza di 0,9 MW, per unaproduzione energetica media annua limitata a 4,2 GWh. Oggi la diga di Ponte Serra rimane la più vecchia in ancora in esercizio, testimonianza dell’ingegneria e dell’epoca pioneristica dell’industria idroelettrica italiana.

Diga di Ponte Serra, 1915
Diga di Ponte Serra, 1915
Centrale idroelettrica di Pedesalto
Centrale idroelettrica di Pedesalto
Centrale idroelettrica di Pedesalto
Centrale idroelettrica di Pedesalto
Sala macchine
Sala macchine
La centrale di Pedesalto, oggi
La centrale di Pedesalto, oggi
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