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Villa Graziani offre un pregevole e raro esemplare di cappella di famiglia, scavata nel calcare piuttosto friabile depositato in epoche remote dalle acque del fiume Nera, ricche di carbonato di calcio. La facciata è in laterizio, molto probabilmente in origine era decorata con intonaci. L’interno è costituito da una unica modesta navata e da una sagrestia, a sinistra, il soffitto è realizzato a botte ribassata con sottarchi e paraste. Notevole la dimensione dell’arco trionfale a tutto sesto, che introduce l’abside rettangolare. La porta della sagrestia è ornata da cornici e rosette angolari in stucco, sovrastata da un piccolo lucerbario ovale, un tempo abbellito da una leggera inferriata cruciforme. La chiesa, una volta inglobata nell’area dei magazzini dell’elettrochimico di Papigno fu utilizzata come cabina elettrica e i muri in parte anneriti lasciano pensare a incendi occorsi negli impianti, favoriti dagli olii dei trasformatori. Dopo la chiusura dello stabilimento i locali sono stati adibiti a magazzino e a ricovero per animali.