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Terni – La presunta ristrutturazione del mulino Carlini

Il mulino è stato completamente distrutto nel 2008, ma Il Messaggero, in sintonia con una certa retorica che potremmo definire di regime, riferisce la notizia di una fantomatica ristrutturazione, che ovviamente è cosa ben diversa da una distruzione totale, di un ormai rarissimo opificio che prima della cura era fondamentalmente integro, macchinari di molitura compresi. Si è trattato di fatto di una becera operazione di speculazione edilizia che ha comportato, ancora una volta, la distruzione di un’altro pezzo del nostro patrimonio culturale e della nostra memoria cittadina. Complimenti a questi novelli, nostrani Ceausesku.

Inquilini nel vecchio mulino
Diciannove alloggi realizzati dalla Coop a Cospea

di PAOLO GRASSI (Il Messaggero Umbria 14/11/2009)

Desiree, casalinga, prende per mano la sua bambina ed entra. «Finalmente abbiamo una casa ad un affitto ragionevole». Prima di lei era entrato Antonio con sua moglie. «Sono case costruite bene. E poi, avete visto? Hanno due bagni». «Sono appartamenti spaziosi», aggiunge la moglie. Sono due delle 19 famiglie alle quali ieri sono state consegnate le chiavi di altrettanti appartamenti a canone concordato, tutti nuovi e realizzati a Cospea. Ci ha pensato la Coop Umbria Casa, che ha ricavato 13 case dalla ristrutturazione del vecchio mulino di via Montefiorino ed altre 6 da una struttura nuova costruita accanto. Per un investimento di due milioni e mezzo, finanziato per un milione dalla Regione.

Le case sono affittate ai prezzi del canone concordato fissato dal Poe, il piano scaturito dagli accordi tra Comune di Terni, cooperativa e sindacati dei proprietari di case e degli inquilini. Spiega il vicepresidente di Coop Umbria casa Angelo Ammenti: «La cooperativa compie 25 anni. In questo tempo abbiamo costruito più di 1.700 alloggi, di cui 150 a canone concordato. Tra questi ci sono le case che consegnamo ed altre che stiamo realizzando tra via Battisti e Cardeto e che saranno pronte a primavera». I 19 affittuari rispondono alle caratteristiche richieste per l’agevolazione. Non devono superare 25-30 mila euro di reddito annuo, o 45-50 mila se lavoratori dipendenti. Devono risiedere a Terni e non possedere altre case. Il canone di affitto mensile varia in base alle dimensioni dell’alloggio. 245 euro per quelli con camera singola, 280 per quelli con due camere, 350 per quelli con tre camere. Dopo 8 anni le case potranno essere riscattate. La consegna è stata effettuata alla presenza dell’assessore regionale Damiano Stufara e di quello comunale Marco Malatesta. Entrambi fanno notare che queste case vanno a riempire un vuoto urbano in quella zona. «Rispondono – dice Stufara – ai bisogni di chi non può mantenersi un affitto a prezzo di mercato. Con i 150 milioni in questa legislatura, siamo la Regione che ha investito di più per le politiche degli alloggi». «Sono abitazioni di qualità – aggiunge Malatesta – a prezzi ragionevoli. Una riposta a tante persone in un periodo di crisi. Con le cooperative ed i sindacati ci siamo appena riuniti per la partecipazione del Comune di Terni al bando del 2010».

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