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magazzino fertilizzanti 1934

Terni Chimica – Storie di ordinaria distruzione

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Terni, sede dell’ICSIM (Istituto per la Cultura e la Storia d’Impresa) e sede regionale dell’AIPAI (Associazione Italiana Patrimonio Archeologico Industriale), assiste immobile alla continua distruzione del suo, un tempo, cospicuo patrimonio di archeologia industriale, e non di un patrimonio qualsiasi, ma della testimonianza della prima industrializzazione dell’Italia. Tutto in nome di un riuso delle aree che si traduce quasi puntualmente nella più squallida speculazione edilizia, come è avvenuto per una gran parte dell’area ex SIRI, per l’area dello Iutificio Centurini, per l’area del Lanificio Gruber, del quale resta in piedi seppure in pessime condizini l’imponente edificio principale, per il Molino Carlini, ecc.

Il nostro Centro Studi mapperà nei prossimi mesi l’imponente opera di distruzione e “valorizzazione” che negli ultimi venti anni è stata realizzata, gettando alle ortiche una preziosa risorsa che in altre aree d’Europa, molto meno dotate del nostro comprensorio, è stata messa a frutto, salvaguardando un patrimonio culturale testimone di una protoindustrializzazine coraggiosa e di buon gusto, anche estetico, e, soprattutto, generando reddito e ricchezza attraverso un turismo che sempre di più ricerca anche questo tipo di viaggio del sapere.

Continuando di questo passo una delle città d’Italia più dotate di testimonianze architettoniche della prima industrializzazione avvenuta tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo si troverà senza più nulla, se non la personale soddisfazione dei palazzinari che hanno finalmente mano libera per continuare a cementificare il nostro bel territorio.

Immagino che gli amministratori che assistono passivamente, quando non fanno nulla per apporre vincoli, o attivamente, quando favoriscono questa damnatio memoriae attraverso idonei piani regolatori compiacenti, non si aspettino il ringraziamento delle generazioni future, le quali potranno vedere, ad esempio grazie al nostro sito, cosa c’era e quanto è stato dissennatamente distrutto in nome della speculazione edilizia.

la sala degli elettrolizzatori fauser 1926

Il Messaggero del 28-07-2009

da Il Messaggero del 28/07/2009, pag.44, articolo di Marcello Guerrieri