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Terni. Riunione preparatoria degli “stati generali” dell’archeologia industriale: istituzioni locali assenti.

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La riunione preparatoria degli stati generali dell’archeologia industriale, svoltasi nel pomeriggio del 21 settembre 2012, promossa del Prof. Renato Covino si è rivelato un proficuo incontro in cui vari soggetti dell’associazionismo locale hanno manifestato interesse positivo nei confronti di un prossimo incontro di più ampio respiro, i cosiddetti stati generali, da tenersi entro la fine di ottobre. Segno che vi è una diffusa sensibilità verso la storia industriale, i vecchi siti produttivi, gli archivi, gli impianti e il paesaggio urbano industriale, cui ha fatto da contraltare la totale assenza delle istituzioni locali, puntualmente convocate dal prestigioso professore e che invece hanno ritenuto opportuno non presenziare, forse perché i problemi delle aree industriali dismesse ufficialmente non devono esistere, come se il furto dei macchinari Alterocca, Bosco e Centurini a Papigno non sia mai avvenuto. All’opera più che decennale svolta da ICSIM e AIPAI e dal CESTRES negli anni Ottanta, si sono aggiunti oggi i contributi delle associazioni, univoca consapevolezza di avere una meravigliosa opportunità, un bellissimo museo a cielo aperto che sta inesorabilmente scomparendo.

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Terni. Il Prof. Covino dell’AIPAI convoca gli stati generali dell’archeologia industriale

Il Messaggero 13092012 p47

Da Il Messaggero del 13/09/2012, p. 47, articolo di Sergio Capotosti.

Terni. Parco e Museo dell’Energia. Sulla carta

CorriereDellUmbria14092012p44

Da il Corriere dell’Umbria del 14/09/2012, p. 44.

La fine della centrale di Papigno tra incuria e ladri di rame

La centrale idroelettrica di Papigno costituisce uno dei monumenti di archeologia industriale più rilevanti del comprensorio ternano. Costruita nel 1911 dalla Società Italiana per il Carburo di Calcio Acetilene ed Altri Gas aveva la peculiarità di essere un’officina ricavata nella roccia diversi metri sotto il livello dello stabilimento elettrochimico, in modo da aumentare il saldo geodetico rispetto ai 179,5 m della prima centrale Ganz realizzata a poca distanza nei primi anni del Novecento. Altra caratteristica era la doppia derivazione dal Velino (salto 190 m) e dal Nera, Pennarossa (salto 37 m) per cui l’edificio si presenta con l’inconfondibile forma a “V” ben visibile dalla strada che conduce all’abitato di Marmore.

V GRUPPO VELINO 2009-2012

Evidenti i danni al V gruppo Velino procurati dai ladri di metalli nel tantativo di smontare l’eccitatore coassiale dell’alternatore.

 

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Terni. Diamo un nome ai macchinari perduti Alterocca, Bosco e Centurini

Il tempo trascorre senza una presa di posizione ufficiale dell’amministrazione locale sul grave furto di macchinari Bosco, Centurini e Alterocca dal magazzino di Papigno. Non ci sono responsabili, non c’è un inventario dei beni, eppure qualcosa è accaduto, eccome. Dato che informare la città dovrebbe essere un dovere, cerchiamo almeno noi, ricorrendo all’elaborazione delle testimonianze fotografiche che ci sono pervenute, di fornire un quadro attendibile di quanto è andato perduto, in modo tale che ognuno possa comprenderne ancor meglio la gravità. L’elenco che segue già di per se, dovrebbe mandare nell’angolo del castigo chi di dovere, poiché basta un minimo sforzo di ricerca per verificare che nomi come Linotype, Nebiolo, Robertson-Orchar hanno fatto la storia dell’industria e che in molte città sono adeguatamente conservati in musei, contrariamente all’indegna fine che gli è stata riservata a Terni. Avevamo un tesoro e siamo stati capaci di perderlo, per negligenza, incuria, mancanza assoluta di progettualità e, temiamo, interesse di fondo. Dunque un enorme problema culturale e amministrativo ma non politico. Alcuni dei macchinari sono praticamente introvabili, anche all’estero, quindi al di là del puro valore commerciale o veniale, quello storico è praticamente incalcolabile. Tuttavia sarebbe possibile recuperare con una certa facilità le macchine della Nebiolo, ce ne sono in vendita presso alcune tipografie anche a Città di Castello, non lontano da Terni. Una volta individuati i dirigenti responsabili all’interno dell’amministrazione locale, dovrebbe spettare proprio a costoro l’onere di riacquistarle, ponendo fine con dignità di uomini a questo vergognoso clima di impunità in atto. Non sapevo, non è colpa mia, non mi spetta per profilo professionale… ma chi ci crede più a queste scuse?

OFFICINE BOSCO

Freastrice-piallatrice ENZO PENSOTTI

Fresatrice-piallatrice

Maglio BILLETER & KLUNZ

 

POLIGRAFICO ALTEROCCA

Macchina per composizione tipografica meccanica LINOTYPE

Sistema di caricamento dei fogli (feeder) SPIESS

Fustellatrice tipografica NEBIOLO “NEBY”

Fustellatrice tipografica NEBIOLO “SUPER EGERIA”

Numero imprecisato di caratteri tipografici

 

JUTIFICIO CENTURINI

Due telai ROBERTSON ORCHAR

Altro macchinario non identificato, già asportato prima del 16/06/2012

 

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