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Claymills
Fonte: www.burton-on-trent.org.uk/category/surviving/claymills

Stazione di pompaggio di Claymills (UK)

La stazione di pompaggio di Claymills, eccellente esempio di ingegneria di epoca Vittoriana risalente al 1885, è costituito da quattro motori rotativi tipo Woolf, disposti a coppie in due officine separate, con una caldaia centrale e una ciminiera. I motori, costruiti dalla Gimson di Leicester, sono basati su un cilindro ad alta pressione del diametro di 61 cm per una corsa di 15 cm e da un cilindro di bassa pressione largo 96 cm per una corsa di 20 cm. Il vapore era distribuito mediante valvole “Cornish” collocate nella parte superiore ed inferiore delle casse ed azionate da un albero a camme con avviamento manuale, per mezzo di tre coppie di ruote coniche. I motori utilizzavano condensatori a getto, i gas erano espulsi grazie ad una pompa ad aria, mentre l’acqua necessaria per il raffreddamento era prelevata dal alcuni bacini situati a circa 40 m dagli edifici dei motori e restituita a poco a valle, dopo essere stata utilizzata. I motori funzionavano normalmente a coppie, mai tutti insieme, sebbene un terzo motore fosse occasionalmente impiegato durante i periodi di maggiore richiesta d’acqua, che poteva raggiungere i 20 m3 al giorno.

Il vapore era fornito alla pressione di 5,5 Bar, da cinque caldaie Lancashire, sostituite nel 1937 da quelle ancora presenti nel sito, in grado di azionare anche trenta motori ausiliari. La maggior parte di questi sono stati conservati, tra i più interessanti sono da annoverare un motore monocilindrico orizzontale Buxton e Thornley, risalente al 1889 e uno verticale duplex invertito, costruito a Claymills intorno al 1906, che si trovano nella sala macchine della dinamo. L’impianto, che ebbe una notevole importanza nello sviluppo economico della città di Burton upon Trent, nota per la produzione di birra, è stato preservato a fini museali ed è praticamente integro, offrendo un ricco programma di visite guidate che culminano addirittura con la riattivazione dei macchinari, tenuti perfettamente in efficienza, per alcune ore. La memoria è tramandata e la storia industriale rappresenta un volano turistico, creando posti di lavoro e producendo reddito, esattamente al contrario dell’Italia dove, a parte alcuni rari esempi come il Musil di Cedegolo (BS), tutto è volutamente lasciato nell’oblio con l’unico scopo di attuarne la distruzione.