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“Dai pressi di Collestatte fino alle porte di Terni è un incrociarsi di canali, d’opere idrauliche e idro-elettriche portentose; è una fuga di bagliori immani di opifici in azione; è una selva di comignoli fumanti nella valle ubertosa; è un formicolio di volenti che s’agitano nella vita febbrile dell’industria moderna. Ove comincia la conca ternana, dominio altra volta di cure agricole magre e primitive, sorge ora la città siderurgica, la città dell’acciaio, delle armi dei tessuti che anela a nuove vie più larghe, più rapide, più feconde di vantaggi industriali”. (R. Rinaldi, La Cascata ai nostri giorni, in La Cascata delle Marmore. Ricordo del XXII Centenario, Terni, 29 maggio 1902)


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“Nulla è più bello di una grande centrale elettrica ronzante che contiene la pressione idraulica di una catena di monti e la forza elettrica di un vasto orizzonte. Sintetizzato nei quadri marmorei di distribuzione, irti di contatori, di tastiere e di commutatori lucenti”.

 (“Futurismo”, n. 5, 9 ottobre 1932).