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Museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli”

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Nasce nel 1994 la Fondazione Piaggio, voluta dal Presidente Giovanni Alberto Agnelli e dai responsabili del Comune di Pontedera e della Provincia di Pisa, con la finalità di ricostruire la storia della storia di Piaggio, riordinare il suo archivio storico. E’ un ente culturale ONLUS a partecipazione mista pubblica e privata, Piaggio & C. S.p.A., Comune di Pontedera, Provincia di Pisa, strutturato sul binomio impresa territorio.

L’Archivio Storico Piaggio ha iniziato le sue attività di ricerca storica nel 1992, è costituito da 13 fondi ed oltre 4000 buste che conservano la documentazione aziendale, cartacea, filmata, fotografica, pubblicitaria, i progetti e i disegni tecnici.

Il Museo Piaggio è stato inaugurato nel marzo del 2000, realizzato nelle negli edifici più antichi e suggestivi della fabbrica di Pontedera. Nel 2003 il Museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli” e l’Archivio Storico “Antonella Bechi Piaggio” sono stati riconosciuti come Miglior Museo e Archivio d’Impresa in Italia nell’edizione Premio Impresa e Cultura. Il museo conserva una collezione dei suoi mezzi di trasporto che vanno dalla fine dell’800 ad oggi, in spazi che mantengono il carattere originario di archeologia industriale. Le sue sale accolgono le collezioni Vespa, dai prototipi del 1945 alla Vespa GTV del 2006, Gilera, dalla moto VT 317 del 1909 alla RC600 Parigi-Dakar del 1991, oltre a motori aeronautici degli anni Trenta, una locomotrice ferroviaria del 1936, l’aereo P148 del 1951, l’Ape, il Pentarò, il Ciao, gli scooter di ultima generazione.  Dal 1995 il museo ha acquisito oltre 300 veicoli storici, all’interno dell’azienda e da privati.

La Fondazione Piaggio organizza mostre, esposizioni, ricerche e pubblicazioni, cura il periodico “Quaderni della Fondazione Piaggio“, svolge attività di formazione, convegnistica, seminariale e teatrale.

Nell’archivio storico sono depositati 100 VHS, 350 beta e 390 pellicole con caroselli e spot con Vespa e altri prodotti Piaggio. La filmografia Vespa è costituita da oltre 150 film prodotti in un arco di 50 anni di cinema italiano e stranieri.

Altri fondi archivistici su Piaggio sono conservati presso gli Archivi di Stato di Genova, Pescara e Roma. L’Istituto Luce possiede pellicole, soprattutto provenienti da cinegiornali, per un totale di 273 esemplari.

Il fondo iconografico 1920-1990 è costituito da tre serie: fotografico (88.000 pezzi); soggetti, suddivisi per categorie; digitale, con oltre 1000 immagini.

Il progetto per una nuova sede del Museo Piaggio è stato affidato all’architetto Massimiliano Fuksas, che ha ridisegnato il grande stabilimento Piaggio delle ex Presse, di circa 25.000 m, nel cuore di Pontedera. Il fabbricato con la ristrutturazione sarebbe suddiviso in due aree, una adibita a museo, con zone per esposizioni permanenti e temporanee, auditorium e iniziative collaterali, l’altra destinata all’antica funzione di magazzino. La nuova sede del museo consentirà di ampliare notevolmente la sua superficie espositiva e di recuperare un’altro tassello delle sedi dismesse del lavoro umano, in un bellissimo connubio tra archeologia industriale e architettura contemporanea. La struttura espositiva Piaggio conta circa 30.000 visitatori all’anno, il 90% dei quali stranieri.

 

La Piaggio Aeronautica

La Grande Guerra aprì la via ad un nuovo settore industriale, l’aeronautica. Nel 1917 la Piaggio entra nel comparto aeronautico. Rinaldo Piaggio rileva un’azienda aeronautica di Pisasede tra l’altro di uno dei primi aeroporti d’Italia, l’Arturo dell’Oro. Qui era sorta la Società di Navigazione Antoni, fondata dai F.lli Antoni, costruttori aeronautici. Qui viene costituita la Società Anonima Costruzioni Aeronautiche, poi CMASA, per iniziativa di un gruppo di imprenditori piemontesi, tra i quali Giovanni Agnelli, della quale Rinaldo Piaggio fu Vicepresidente per molti anni.

In quegli anni la Piaggio aveva ora tre sedi produttive e si collocava tra le grandi imprese nazionali per dimensione, numero di addetti, volume produttivo e valore del fatturato. La Piaggio non fu particolarmente colpita dalla fine della guerra e dal processo di riconversione delle produzioni, risentì della congiuntura in misura minore rispetto ad altre imprese del settore meccanico. Il suo punto di forza fu la diversificazione della produzione nei differenti settori della mobilità.

Nel 1920 l’azienda Piaggio & Compagno, dal 1895 il Compagno era Nicolò Odero, viene sciolta e si costituisce la Società Anonima Piaggio & C. con la nomina a presidente del nuovo socio Attilio Odero, grande protagonista dell’industrializzazione del Paese. Rinaldo Piaggio e Attilio Odero preparano una fase di notevole sviluppo, basata sulla strategia della ricerca dei migliori tecnici del momento e sulla modernizzazione degli impianti liguri e toscani, la produzione si incentra sulle costruzioni aeronautiche, ferroviarie e sull’allestimento delle navi. Nel 1923 tra i tanti nuovi tecnici figura Giovanni Pegna, valentissimo progettista, ingegnere aeronautico, socio dello stabilimento Pegna – Bonmartini. Quest’ultimo socio è molto riluttante a cedere l’uomo chiave della produzione aeronautica nei suoi stabilimenti, quindi Rinaldo acquista, per la somma di un milione e settecento mila lire, l’intero stabilimento Bonmartini, assorbendo i tecnici, le maestranze e le commesse, costituite all’epoca dagli apparecchi tipo rondine. Il primo risultato tangibile è la produzione del monoplano da caccia P2, Piaggio 2, che da il via ad una lunga fase di produzione, fino all’idroplano P7 e al quadrimotore P 108, l’ultimo grande aereo dei costruttori italiani prima della seconda Guerra Mondiale.

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