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EX SIRI Terni
EX SIRI Terni

Lo spettro della SIRI aleggia anche sull’ex stabilimento elettrochimico di Papigno

Lo spettro della SIRI aleggia anche sull’area dell’ex stabilimento elettrochimico di Papigno, un sito per “per molti altri vissuto come un contenuto di polemiche astratte e mai funzionali.”

Nel convegno del 24 gennaio, Papigno Open Day, abbiamo sentito l’assessore alla cultura Armillei menzionare “il centro di eccellenza del CAOS … una storia che è cominciata con il recupero della ex SIRI” o coloro che “hanno ossessivamente insistito sulla archeologia industriale”, e ancora dolersi perché “le amministrazioni pubbliche non hanno le expertise per la progettazione … non sono imprese”; mentre invece l’assessore Andreani ha asserito che “noi dobbiamo imparare a riconoscere … non dobbiamo costruire a tavolino mondi possibili … mettiamoci nei panni di chi deve venire a investire qui”, quando non ha espresso doglianza per l’attacco portato da qualcuno al progetto dell’assessore Bucari di smantellare la passerella Telfer.

Quindi, tirando le somme di questa seppure meritevole giornata di approfondimento sul destino del sito di Papigno cosa abbiamo capito:

  1. che non ci sono idee precise sull’argomento;
  2. che la sala era densa di architetti e imprenditori del settore edile;
  3. che non è vero che il Comune di Terni non possiede le competenze professionali per, volendo, progettare un destino possibile e utile per quel luogo, anzi, il personale tecnico disponibile è di altissimo profilo, ma, per contratto, deve fare quello che la politica decide, quindi se quest’ultima prende decisioni inutili o addirittura in grado di compromettere per sempre la destinazione economica e culturale dei luoghi quei preziosi tecnici sono costretti a realizzare stupidaggini;
  4. che nel sito di Papigno ci sono gli spazi e le volumetrie per una molteplicità di destinazioni, dalle attività ricettive e di servizio legate alla Cascata delle Marmore, agli sport fluviali, al core business della archeologia industriale, che si può snodare attraverso un percorso narrativo eterogeneo e raramente riscontrabile in altri luoghi d’Italia;
  5. che al momento non abbiamo avversari credibili, quindi continueremo ad immaginare mondi possibili, ci scusi assessore Andreani, soprattutto vivibili, perché abbiamo il timore che dopo che questi signori avranno realizzato la loro parte di fantasie anche quel luogo sarà definitivamente spersonalizzato, come è successo all’area ex SIRI (oggi CAOS), divenuta principalmente oggetto di speculazione edilizia, quando poteva essere un gioiello di verde pubblico e archeologia industriale nella primissima periferia cittadina.

Il Messaggero 25-01-2015 p51
Il Messaggero 25-01-2015 p51
La Nazione 25-01-2015 p20
La Nazione 25-01-2015 p20

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