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L’area tessile di Biella

Ad est del centro storico, lungo il torrente Cervo, che separa il nucleo più antico di Biella dal rione di Chiavazza, si staglia una delle principali aree d’archeologia industriale del Biellese,  sede fin dal Cinquecento di cartiere, mulini, peste da canapa e da cereali. Le adiacenze del torrente si caratterizzano per una teoria di ciminiere e di antichi edifici industriali, patrimonio storico del distretto tessile laniero, localizzate in quest’area per la disponibilità di energia idraulica idonea all’azionamento di folloni e telai. La traccia urbanistica dell’area, delineata nella sua forma attuale nel corso dell’800, è fortemente marcata da edifici di tipo manchesteriano, disturbati nella loro armonia da relativamente più recenti costruzioni orizzontali con copertura a shed, testimoni del passaggio epocale dall’energia idraulica diretta a quella elettrica. Il Cervo, il cosiddetto fiume del lavoro, è ancora oggi ospite di industrie in attività e di siti dismessi, utilizzati a scopi culturali. Lungo il corso d’acqua ebbero sede produttiva il Lanificio Boussu, il Lanificio Trombetta, il Lanificio Maurizio Sella, dominato dalla collina di San Gerolamo. E ancora il Lanificio Maurizio Sella, il Lanificio Fratelli Cerruti, ancora in piena attività, il grande complesso che costituiva i Lanifici Rivetti e, infine la bella costruzione razionalista delle Pettinature Riunite.