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Fonte: it.wikipedia.org.

La Società Terni e la centrale nucleare del Garigliano (CE)

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La centrale nucleare del Garigliano (Sessa Aurunca, CE) fu costruita tra il 1959 e il 1963 dalla Società Elettronucleare Nazionale (IRI) con la significativa partecipazione della Società Terni, cui fu affidato l’incarico di realizzare il cosiddetto vessel, ovvero il recipiente in pressione contenente il reattore nucleare vero e proprio. Si trattò ancora una volta di un prestigioso primato raggiunto dalle officine ternane, in quanto il manufatto fu il primo di questa particolare tipologia a essere realizzato da un’industria italiana, assistita per il know how tecnologico dalla Combustion Engineering Inc., su progetto della General Electric, entrambe aziende americane. La Terni, oltre che come fornitore, partecipò anche come socio al 25% della Società Elettronucleare Nazionale. L’impianto, della potenza di 160 MW, rimase in funzione tra il giugno del 1964 e l’agosto del 1978, quando fu fermato per un guasto ad uno dei dei generatori di vapore secondario. Per due anni si pensò di riattivare l’impianto ma poi alcuni studi relativi alla convenienza economica portarono nel 1982 alla decisione della disattivazione.

TERNI HEAVY PRESSURE VESSELS 1982-Vessel Garigliano
TERNI HEAVY PRESSURE VESSELS 1982-Vessel Garigliano

Negli anni successivi i lavori riguardarono principalmente lo spostamento dei 322 elementi di combustibile nucleare e il condizionamento dei rifiuti radioattivi, nonché la demolizione di alcune strutture. Nel 2007 sono terminate le attività di rimozione dell’amianto dall’edificio turbina, mentre nel 2013 hanno preso il via le operazioni preparatorie per lo smantellamento dei componenti interni degli edifici turbina e reattore. Recentemente, nel marzo 2014 sono iniziate le attività che porteranno alla demolizione del camino della centrale, alto 95 metri, tuttavia il complesso decommissioning terminerà solo fra il 2024 e il 2028, quando i rifiuti radioattivi saranno stoccati nel Deposito Nazionale e il sito tornerà completamente libero da sorgenti radiologiche. Una volta completata la serie finali delle demolizioni saranno conservati l’edificio turbina e l’edificio reattore in quanto “patrimonio architettonico” del nostro Paese, progettati dall’architetto Riccardo Morandi.

Bibliografia:

  • Terni società per l’industria e l’elettricità, Terni heavy pressure vessels, oposculo pubblicitario, Roma 1982
  • G. Morosetti, Terni S. p. A. Riflessioni sulla gestione di una grande azienda, Terni 1984
  • Sogin, Attività decommissioning, 2010

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