La radio dello Jutificio Centurini

APPLICAZIONE DELLA RADIO IN SERVIZIO DELLA ORGANIZZAZIONE RAZIONALE DEL LAVORO E DELLA PROPAGANDA CULTURALE MORALE E PROFESSIONALE TRA GLI OPERAI

di Paolo Mencarelli, tratto da “L’organizzazione scientifica del lavoro”, Anno XIV, fascicolo I°, Gennaio 1939.

Nella storia del lavoro umano, dalla escavazione della caverna trogloditica, alla costruzione del motore che trasvolò gli oceani, si ritenne che l’uomo riposato lavora meglio e di più. Ma fino all’immediato ieri, ci si era preoccupati esclusivamente del riposo fisico, e soltanto per saggie previdenze di Governi, e per intervento degli studiosi del lavoro, la norma antica si è modificata così: l’uomo riposato, ma anche ricreato e ben disposto lavora meglio e di più.
La interruzione delle ore di lavoro, non risponde soltanto alle vitali necessità fisiche dell’alimento e del riposo del corpo; ma secondo una organizzazione razionale del lavoro anche (e potrebbe osarsi dire soprattutto) a necessità di carattere etico.
A noi importano queste necessità di carattere etico e di queste trattiamo, appunto perché non sono sempre tenute nella giusta considerazione.
Quello che l’operaio chiama “riposo”, se razionalmente distribuito, aumenta il rendimento, ed è quindi non elemento negativo, come a prima vista potrebbe sembrare; ma elemento positivo del potenziamento della produzione. Perché il corpo dell’operaio che lavori con coscienza piena e a rendimento pieno, ha bisogno che la tensione delle sue fibre interne, quelle motrici del pensiero e quelle motrici delle azioni, sosti, che avvenga in una parola quella che nel campo psico-medico si definisce “distensione”.
Se nel puro lavoro intellettuale la distensione non può mai essere raggiunta al completo, perché la cessazione della vibrazione delle fibre motrici del pensiero è lenta essendo comandata da centri molto sensibili; e si verifica il fatto che più lo sforzo intellettuale è psichicamente puro e tendente verso l’alto, e tanto più la necessaria quiete è difficoltosamente raggiungibile; nel lavoro ordinario invece, dove l’azione compenetra un cinquanta, un sessanta, un settanta per cento dell’attività, la distensione è una facile mèta di tutto giovamento al lavoro successivo e futuro.
Non si deve peraltro pensare che il riposo interruttivo delle ore di lavoro, possa essere utile alla conservazione fisica e psichica dell’individuo, se inteso come riposo bruto; come l’istintivo riposo dell’essere animale, che dopo una corsa nella foresta si sdraia sonnacchioso all’ombra; questo per l’uomo non è un riposo fisicamente e psichicamente utile, ma è dannoso intorpidimento.
Per raggiungere la utilità del riposo nell’uomo è necessario che la distensione delle fibre e l’astrazione dal lavoro, cui pensiero e azione erano rivolte, avvenga con un certo compenso, a cioè sensi più intimi e profondi subentrino con le loro vibrazioni a facilitare la distensione, per evitare che con il passaggio brusco dall’eccitamento alla astrazione dal lavoro, avvenga un dannoso disequilibrio.
Quanto più equilibrata sarà la distensione, tanto più giovamento ne trarrà il corpo per consumare sanamente l’alimento, tanto più lo spirito sarà disposto alla ripresa del lavoro.
Molte Società Industriali si sono preoccupate della soluzione del problema del “riposo utile” nei loro Stabilimenti; cercando di raggiungerlo con mezzi che si sono dimostrati alcuni adatti ed altri indatti.
Secondo noi, la soluzione studiata al riguardo, dai Dirigenti un grande Iutificio, ci è sembrata genialissima e completamente adatta al raggiungimento dello scopo.
In questo Stabilimento si è messo in opera un impianto di radio trasmissioni interne.
Negli uffici della Direzione è stato installato un apparecchio radio ricevitore munito di un radiogrammofono e di un microfono per la trasmissione. Tutto questo insieme è collegato a potenti altoparlanti situati nei punti vitali dello Stabilimento, in modo che la voce giunga chiara e distinta ad ognuno dei 15.000 operai occupati nell’industria e distribuiti in saloni occupanti ben 15.000 metri quadrati di superficie coperta.
L’orario di lavoro dello Stabilimento, per venire incontro al desiderio delle maestranze, è suddiviso in due turni di lavoro di 4 ore ciascuno, con intervallo di 30 minuti per il riposo, e durante questo si trasmette musica riprodotta da dischi attraverso il radio-grammofono oppure musica captata delle radio stazioni italiane o estere. Questa è una funzione ricreativa dell’impianto, funzione che risponde un po’ anche al concetto al quale si uniformò a suo tempo la istituzione dei concerti di fabbrica.
Non bisognava perciò dimenticare accanto a questa funzione ricreativa dell’impianto radio, quale importanza potesse avere lo stesso ai fini dell’elevazione morale e del miglioramento dell’operaio in tutto l’esteso campo della sua attività e della sua vita.
E questa importanza non sfuggì agli ideatori di questo impianto; non tutti i giorni, ma saltuariamente, cinque soli minuti (per non turbare il riposo beneficatore delle energie) sono destinati ad una trasmissione di poche parole, dette in forma semplice e piena, dal dirigente lo Stabilimento, o da personale specialmente incaricato.
Cosicché gli operai vengono intrattenuti su argomenti utili e vitali. Ne ricordiamo alcuni:

  • Come si eliminano gli sprechi.
  • Come si eseguiscono alcune lavorazioni.
  • Come si possano prevenire gli infortuni.
  • Come si cura l’igiene della persona nel lavoro.
  • I provvedimenti del Regime a favore dei lavoratori.
  • Le organizzazioni di Cultura Fascista.
  • La famiglia e l’economia.
  • La necessità della disciplina.
  • Il rispetto agli oggetti depositati nello spogliatoio.
  • La collaborazione con i Dirigenti.
  • L’uso del tu e del Voi.
  • La ragione dell’ordine nel lavoro e negli utensili.
  • Come evitare le perdite di tempo.
  • I rapporti di educazione e cameratismo tra operai.

E molti altri argomenti tendenti alla elevazione morale dell’operaio ed alla sua compenetrazione nella necessità dell’industria e della vita sociale ed economica del paese. E la utilità di questo impianto interno di radio trasmissioni va oltre: può presentarsi la necessità di una improvvisa comunicazione a tutto il personale dipendente di fabbrica e, con l’impianto radio, questa necessità diventa attuabile con precisione e sicurezza nel termine di pochi minuti. Nella nostra storia di oggi, abbiamo visto che molto valgono le parole che dall’alto arrivano direttamente al cuore più che all’orecchio dell’italiano che lavora; l’impianto interno da la possibilità di captare e diffondere questa parola nello stesso istante che l’uomo lavora; basterà fermare le macchine.
Si è sempre rilevata una grande difficoltà per il Dirigente la grande Industria, nei confronti del dirigente o industriale della piccola e media azienda: quella di non poter giungere con il suo controllo, con il suo consiglio, e con il suo incoraggiamento a ciascuno dei suoi operai; e ciò per ragioni di numero e di dispersione; questa difficoltà è stata anche rilevata dal Presidente della Confederazione dell’Industria, S. E. Volpi, nel discorso tenuto il 13 luglio alla riunione degli Industriali delle Marche; ed in effetti lo svantaggio esiste più forte di quanto non sembri a prima vista.
Ora l’impianto per radio trasmissioni interne da noi visto realizzato, non diciamo che ovvii pienamente a questo inconveniente; ma di certo può, se opportunamente sfruttato, diminuire di molto la deprecata distanza tra dirigente e maestranze e dare grandi risultati anche sotto questo punto di vista. Quindi deve in ogni caso considerarsi come una riuscita e geniale soluzione del problema del “riposo utile” perché ricreativo ed educativo insieme.

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