Home | Approfondimenti | La diga di Santa Chiara sul fiume Tirso e il lago Omodeo, 1924-1997 (OR)

La diga di Santa Chiara sul fiume Tirso e il lago Omodeo, 1924-1997 (OR)

Diga del Tirso
Diga del Tirso

Lo sbarramento, denominato diga di Santa Chiara, fu realizzato dalla Società Imprese Idrauliche ed Elettriche tra il 1918 e il 1924 presso Ulà Tirso, originando quello che per molti anni sarà il più grande lago artificiale d’Europa, con una capacità massima di 402,66 milioni di metri cubi d’acqua. Lungo più di 22 km, il bacino fu realizzato con lo scopo di regolamentare le piene del fiume, produrre energia elettrica e irrigare la pianura del Campidano. All’inaugurazione, avvenuta il 28 aprile del 1924 presenziò re Vittorio Emanuele III, giunto in Sardegna per ammirare questa grande opera, progettata dal celebre ingegnere Angelo Omodeo e costruita da ben 16.000 operai sotto la direzione dell’ingegnere Giulio Dolcetta. La peculiarità del progetto Omodeo consisteva nella realizzazione di una centrale idroelettrica all’interno dei contrafforti della diga, piuttosto che in un edificio esterno, la sala macchine era dotata di quattro gruppi idroelettrici tipo Francis ad asse orizzonte e doppia girante, per una potenza complessiva installata di 19,2 MW, ottenuta su un salto di 40 m e una portata di 17 metri cubi di acqua per ciascuna turbina. La diga, che poggia su una colata di trachite, roccia magmatica effusiva con medio tenore di silice e di alcali, fu edificata con il sistema degli archi multipli e ha una altezza massima di 70 metri, un coronamento di 260 metri, essendo articolata su 17 contrafforti ad interasse di 15 metri. Data la sua importanza il 2 febbraio 1941 gli aerei decollati dalla portaerei britannica Ark Royal lanciarono contro l’opera idraulica alcuni siluri, fortunatamente intercettati delle apposite reti disposte per bloccare gli ordigni distruttivi. Nel 1968 in seguito ad approfonditi controlli  furono rilevate delle lesioni in alcuni contrafforti della diga, che resero pertanto necessario lo svaso del serbatoio e la costruzione di uno scarico di fondo di cui la struttura era in orgine priva. Dopo una serie di studi sul grado di sicurezza dei contrafforti danneggiati, le autorità preposte autorizzarono l’esercizio dell’invaso limitatamente alla quota di 93 metri, con il consenso di spingersi fino alla quota 98 nel caso si fossero verificate piene. Le limitazioni, ribadite nel luglio 1970, determinarono una riduzione della capacità utile del serbatoio a 162 milioni di metri cubi, insufficiente a fronteggiare i fabbisogni irrigui annui, che ammontavano a 185 milioni di metri cubi. Pertanto si rese necessaria la costruzione di una nuova diga, inaugurata nel 1997, alta 120 metri, che ha determinato un innalzamento delle acque che hanno inevitabilmente sommerso la vecchia diga di Santa Chiara e la sua centrale idroelettrica.

Diga del Tirso
Diga del Tirso

Diga del Tirso
Diga del Tirso
Diga del Tirso
Diga del Tirso

Controlla anche

PonteCanalePapigno01

Ponte canale della centrale di Papigno

All’inizio dell’abitato di Marmore, in corrispondenza della galleria della Ferrovia Terni-Rieti-L’Aquila-Sulmona, è visibile il ponte …