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Montemartini
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La Centrale Montemartini a Roma

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La centrale termoelettrica Montemartini fu inaugurata il  30 giugno 1912, in un comprensorio che il Comune di Roma aveva previsto di riservare ad area di sviluppo industriale della città, per la contemporanea vicinanza del fiume Tevere, della ferrovia e della via Ostiense. Va rilevato che nella stessa zona a partire dal 1910 furono costruiti i mercati generali e i gazometri, inoltre erano attive aziende manifatturiere tra cui la Società colla e concimi, i Mulini e Pastifici Biondi, la Società ferramenta Cantini, la Società romana formaggio pecorino e i Magazzini generali specchi, cristalli e vetri. Nel 1963 data l’obsolescenza tecnica l’impianto fu fermato e per due decenni si assistette all’abbandono degli immobili, allo smontaggio dei macchinari e a vari tentativi di riuso, fino a quando l’Acea non decise di restaurare la parte più significativa del complesso industriale, che comprende la sala macchine e la sala caldaie, conservando e restaurando le strutture murarie, due grandi motori della Franco Tosi di Legnano da 7.500 HP ciascuno, risalenti al 1933 e una turbina a vapore del 1917, destinando gli spazi alla fruizione per i servizi culturali. L’operazione rappresenta ancora oggi uno dei più validi e concreti esempi di recupero nel settore dell’archeologia industriale mai realizzato in Italia, al punto che potrebbe essere assunto ad esempio paradigmatico. La Montemartini fa parte del sistema dei Musei capitolini e ospita circa 400 statue romane, in una emozionante cornice di archeologia classica e industriale che ha pochi rivali al mondo.

Per approfondimenti: La Centrale termoelettrica Giovanni Montemartini, di Antonio David Fiore