Il trasporto a valle dei blocchi di marmo, estratti dalle cave Apuane, era attuato tradizionalmente mediante l’utilizzo di carri trainati da buoi, utilizzato anche dopo l’introduzione di nuovi mezzi come documentato dal cinegiornale LUCE relativo al trasporto del famoso Monolite, destinato al Foro Mussolini nel 1929, per il quale fu utilizzato un carro trainato da ben 36 paia di buoi. Nel 1885 l’ingegner Sartorio, della Società Ferrovia Marmifera progettò una strada ferrata dalla caratteristiche complesse poiché per poter raggiungere i bacini di Colonnata, Fantiscritti e Ravaccione era necessario un regresso della ferrovia dal terminale della Piastra verso la stazione di Torano, dalla quale aveva inizio un nuovo ramo ferroviario che si sviluppava in modo parallelo a quello esistente,  in cui il traffico merci si svolgeva in senso opposto verso Miseglia. Attraverso la galleria del Monte Croce i convogli giungevano al bacino di Vara dove era prevista la costruzione di due viadotti, il secondo dei quali sarebbe diventato un simbolo delle cave di marmo di Carrara. Oltrepassato il canale di Fantiscritti i treni proseguivano verso il Tarnone attraverso una serie di gallerie e brevi ponti lungo il canale di Colonnata. Infine era la volta del Tarnone e delle stazioni di Fantiscritti e Ravaccione, raggiunte mediante le due lunghe gallerie del Monte Novelli e del Torrione. Danneggiata nel corso della seconda guerra mondiale, la ferrovia fu smantellata in favore del trasporto su gomma nel 1964. La stazione di Fantiscritti, inaugurata nel 1890, era costituita da un fabbricato di servizio, sede degli uffici, mentre un secondo fabbricato sopraelevato era provvisto di banchina e di 4 binari, uno di corsa, un altro per gli incroci e due tronchini per il carico del marmo, che avveniva tramite un carroponte, ancora oggi esistente e funzionante, che poteva andare avanti e indietro tramite due rotaie sopraelevate rispetto al terreno.

Dall’inizio del nuovo millennio nel fabbricato principale ha sede il museo di Fantiscritti e da lì prendono il via le visite turistiche delle cave. Con la consapevolezza che l’ambiente non potrà mai tornare quello antecedente l’industrializzazione, almeno è stata compreso il valore del rispetto per il lavoro dell’uomo ed il carroponte attende in ogni occasione l’arrivo dei visitatori, al punto che è divenuto una delle attrattive principali della visita alle cave di marmo di Carrara. Nei pressi è stato ricavato un comodo parcheggio per i pullman turistici e le auto e nel piazzale antistante ogni estate si svolgono concerti e importanti manifestazioni che si possono avvalere del meraviglioso sfondo delle Apuane e delle cave di marmo. Una semplice operazione di benchmarking fatta nei confronti del sito di Papigno non può che portare ad impietose conclusioni, tra le quali spicca, si fa per dire, l’assurda decisione di demolire la Telfer, che avrebbe potuto rappresentare il simbolo della vecchia fabbrica, come il carrroponte di Fantiscritti per la cava.

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Ferrovia marmifera di Fantiscritti

Ferrovia marmifera di Fantiscritti

Cava di Fantiscritti

Cava di Fantiscritti

Ponte di Vara

Ponte di Vara