Questa centrale fu il primo impianto ad essere costruito dalla Società Terni, tra il 1920 ed il 1922. Si trovava sulla riva sinistra del Nera, vicino alla Cascata. Dotata di due gruppi, sviluppava la potenza di 19.000 kW. L’edificio di presa, come del resto quelli delle altre centrali, fu costruito in località Marmore sulla sponda destra del fiume Velino, leggermente a monte della diga mobile. Qui venivano prelevati circa 8 mc/sec di acqua, convogliata per mezzo di una condotta forzata lunga 250 metri, del diametro di 1500 mm verso la centrale, dopo un salto di 157 metri. In dettaglio, dalla presa, una galleria faceva fluire le acque nel bacino di decantazione dell’acquedotto energetico delle Acciaierie, utilizzato in comune e, grazie ad una condotta forzata in lamiera (600 metri), alla vasca di carico situata più in basso rispetto al ciglione di Marmore. Le acque di scarico (galleria a pelo libero di 200 metri), grazie ad un sifone, confluivano nella derivazione Pennarossa per alimentare i gruppi omonimi della Centrale di Papigno. Dopo l’entrata in funzione della Centrale di Galleto, quella di Marmore fu posta in riserva, ma nel giugno del 1944 l’esercito tedesco in ritirata distrusse l’impianto con la dinamite. L’edificio crollò quasi completamente, tranne una parete. Oggi rimangono l’edificio di presa presso Marmore e nel sito della centrale due costruzioni cilindriche a mattoni dell’impianto di ventilazione sotterraneo. La crescita incontrollata della vegetazione impedisce purtroppo di cogliere altre rare e preziose testimonianze.

Centrale di Marmore

Centrale di Marmore

Centrale di Marmore

Centrale di Marmore

Centrale di Marmore

Centrale di Marmore