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Lo sfioratore lungo in canale della centrale di Cervara
Lo sfioratore lungo in canale della centrale di Cervara

Da un archivio danese un raro filmato sulla centrale di Cervara

Grazie alla segnalazione di Mark Umbria, viene alla luce un raro e prezioso filmato conservato presso l’istituto danese per la cinematografia (Det Danske Filminstitut) che a distanza di quasi cento anni ci permette di vedere in funzione il canale che dal ponte di Papigno adduceva le acque alla centrale di Cervara. I dettagli sono di assoluto rilievo, infatti si vede benissimo lo sfioratore, il sottopasso per il fosso di Papigno e il bacino di decantazione con le paratoie e il carrello su binari che serviva per il loro azionamento.

Le paratoie per lo scarico del bacino di decantazione
Le paratoie per lo scarico del bacino di decantazione

“I lavori per la realizzazione dell’opera, voluta da Cassian Bon, iniziarono il 7 marzo del 1901 con la costruzione dell’edificio per la derivazione sulla sinistra del fiume, costituito da una diga fissa in muratura lunga 18 m sormontata da un ponte diga mobile metallica con chiusura a panconcelli. Si trattava di lunghe travi di legno a sezione quadrata e rimovibili, che affiancate le une alle altre formavano lo sbarramento, per cui rimuovendo o aggiungendo questi elementi era possibile regolare con precisione il flusso dell’acqua che superava la diga. Un edificio di presa con sei paratoie di 2 m di luce immetteva le acque nel canale della pendenza del 2%, lungo 385 m, largo 12 m, nel quale il muro di sponda destro aveva funzioni di sfioratore per tutta la lunghezza, ben visibile nel filmato. Alla fine del canale si trovava il sovrapassaggio per il fosso di Miranda, anch’esso ben identificabile dalle immagini, quindi il bacino di decantazione, che con una superficie di 2.300 m2, contenuta da dodici paratoie di 2 m di luce ciascuna, era in grado di smaltire 40 m3/s, nel caso in cui fosse stato necessario interrompere l’afflusso di acqua alla centrale. Una traversa posta a 1,80 m sotto il pelo dell’acqua impediva che le ghiaie, invece di essere scaricate nel Nera per mezzo delle paratoie, attraversando tutto il bacino si riversassero da qui, insieme alle acque, nelle due gallerie, lunghe 520 m, larghe 3,50 m scavate sotto la collina di Cervara che raggiungevano la vasca di carico della centrale idroelettrica”. (Testo tratto da “L’acqua motore dell’industria” di Sergio Dotto©, 2011. Tutti i diritti riservati)

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Esattamente un anno fa il Centro Studi Malfatti ha provveduto ad inviare la richiesta di salvaguardia al Ministero dei Beni Culturali per le Centrali di Cervara e le loro pertinenze idrauliche.

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