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Edificio della centrale Tysso I
Edificio della centrale Tysso I

Centrale Tysso I. Museo dell’energia idroelettrica e dell’industria di Tyssedal (NO)

La centrale idroelettrica Tysso I, all’epoca una delle più grandi al mondo, fu costruita tra il 1906 e il 1918, nel bel mezzo di un paesaggio incontaminato su una riva del fiordo di Sør, per fornire l’energia elettrica alla fabbrica del carburo e della cianamide di proprietà dell’inglese Sun Gas Co, situata nella vicina Odda, sulla costa occidentale della Norvegia meridionale. Le acque erano convogliate grazie a due gallerie lunghe 3.500 m ciascuna, ricavate utilizzando perforatrici, mazze e dinamite, grazie al lavoro di circa 1.000 operai. Cinque enormi condotte forzate scendevano ripidamente dalla montagna fino al fiordo, fornendo ai turbo alternatori 50 m3/s, un breve viaggio fino al bacino di Ringedal a Skjeggedal offre ai visitatori una chiara visione delle dimensioni del sito, costituito dalla diga, dai sistemi di distribuzione e dalle tubazioni in pressione.

Centrale idroelettrica Tysso I: la sala macchine
Centrale idroelettrica Tysso I: la sala macchine

Lo sviluppo economico della Norvegia, in modo analogo a quello dell’Italia, fu dovuto in quel periodo quasi esclusivamente dalle grandi risorse di acqua disponibili, basti pensare che nel 1906 il paese poteva vantare non meno di 757 centrali alimentate dalla forza idraulica detenendo per più di cento anni il primato di produzione di energia idroelettrica pro capite nel mondo. La produzione di elettricità a Tysso I iniziò nel 1908, utilizzando sei unità da 4,1 MW, l’anno seguente fu installato un nuovo gruppo da 3,46 MW e realizzata una seconda linea di trasmissione fino a Odda e iniziò la costruzione della diga principale, chiamata Ringedal. Tra 1910 al 1912, furono installate di due unità da 9,6 MW e pose in opera le condotte forzate 3 e 4 mentre nel 1913, furono aggiunte altre due unità da 9,6 MW. Infine tra il 1914 e nel 1915, fu la volta di una turbina da 9,6 MW, insieme a due da 11,2 MW e della condotta forzata 5. Per ospitare queste unità aggiuntive, si rese necessario ampliare la centrale che a quel punto poteva vantare le condotte forzate più grandi fino ad allora costruire, con un diametro superiore ai 1.700 mm ed un peso complessivo di 700 t.

Centrale idroelettrica Tysso I: alternatore
Centrale idroelettrica Tysso I: alternatore

Quando la costruzione terminò, con il completamento della diga di Ringedal nel 1918, la centrale raggiunse una potenza di aveva una potenza di 116,7 MW, ottenuta per mezzo delle 14 unità di tipo Pelton installate, grazie alle quali la produzione annuale media era di 700.000 MW/h. Una volta completata, Tysso I fu la più grande centrale elettrica della Norvegia e ricevette una notevole attenzione internazionale, grazie anche al gusto monumentale del suo edificio lungo 180 m, merito dell’architetto Thorvald Astrup, progettista dell’officina. Nell’autunno del 1980, una delle condotte forzate esplose e gli esami svolte sulle lamiere rivelarono che quattro delle cinque tubazioni erano ormai divenute pericolose da usare, a causa dell’usura operativa, per cui furono messe fuori servizio. Sostituirle non sarebbe stato conveniente da un punto di vista economico, di conseguenza, solo le unità 13 e 14 continuarono a funzionare e nel dicembre 1989 la produzione di energia fu interrotta

Centrale idroelettrica Tysso I: regolatore della turbina
Centrale idroelettrica Tysso I: regolatore della turbina

Nel 2000, l’impianto Tysso I è stato dichiarato protetto da una decreto reale e posto sotto la tutela dalla Direzione dei Beni Culturali mentre il 14 maggio 2005 è stato nuovamente inaugurato come museo, dopo essere stato sottoposto ad un pregevole intervento di restauro conservativo che consente di ammirare, tra l’altro, il centro di controllo, le cui solenni vetrate si affacciano sul fiordo, con i suoi pannelli in marmo e gli interruttori in bachelite.

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