Home | Approfondimenti | Centrale idroelettrica Pagliaio, Petralia Sottana (PA)
Vasca di carico
Vasca di carico

Centrale idroelettrica Pagliaio, Petralia Sottana (PA)

La piccola officina di contrada Pagliaio, nel territorio di Petralia Sottana, sorse negli anni 20 del ‘900 dalla riconversione di un preesistente mulino idraulico. Tale trasformazione consentì di aumentare il carico elettrico disponibile agli usi del mulino e pastificio Pucci & Calascibetta noto oggi come “Castagna”. Alla ditta Pucci & Calascibetta venne concesso di riprendere le acque di scarico turbinate nel proprio opificio di contrada Ponte, portata media di moduli 1,65 (165 l/s), effettuando la restituzione nel fiume di Imera in località molino Pagliaio, per produrre, in una nuova centrale con salto di 32,40 m, la forza media di 71,30 HP elettrici sempre destinati all’uso del medesimo stabilimento di molitura e pastificio. Considerata la la potenza complessiva, 31,60 HP, erano riconosciuti relativi all’antica utenza del vecchio molino Pagliaio.

Castelletto di filtraggio
Castelletto di filtraggio
Sala macchine
Sala macchine
Quadro per il parallelo
Quadro per il parallelo

La concessione di derivazione era valida fino al 31 gennaio 1947, con l’obbligo di versare un canone annuo di £ 2.101,20 calcolate sul totale della forza motrice prodotta in 175,10 HP (177,5 CV-130,6 kW), a decorrere dal primo luglio 1924. L’impianto sorge ad una quota di 770 m s.l.m, il punto più basso dello schema idraulico di Petralia Sottana e quando era un funzione turbinava le acque di scarico dello stabilimento Pucci & Calascibetta convogliate tramite un canale a cielo aperto fino alla vasca di carico della capacitò 600 m3, posta a monte dell’edificio. Attraverso un castelletto di filtraggio l’acqua arrivava alla condotta forzata e da perveniva alla sala macchine. Il piccolo edificio si compone di una grande officina destinata ai turbo alternatori al pian terreno, con attiguo locale cucina mentre al piano superiore si trova un dormitorio riservato al personale. Nella sala macchine sono ancora oggi visibili la turbina di tipo Francis con regolatore della ditta Ing. Conti & Brescia.

Generatore Ercole Marelli
Generatore Ercole Marelli
Generatore Franco Tosi
Generatore Franco Tosi
Turbina Francis
Turbina Francis

Sull’asse della turbina sono calettati due generatori sincroni, uno della Franco Tosi da 50 kVA ed uno della Ercole Marelli da 85 kVA. La tensione ai morsetti dei generatori, come si evince dai dati di targa, è di 525V, mentre per limitare la sovra velocità all’asse in caso di stacco del carico, sul volano agiva un sistema di freni a ceppi. Naturalmente, per evitare il colpo d’ariete, il gruppo idraulico presenta un dispositivo complesso, detto scarico sincrono. La dotazione dell’impianto è ben conservata anche in termini di ricambi, poiché nel corro degli anni ha subito fortunatamente poche le spoliazioni grazie all’amena posizione del sito e alla conseguente difficoltà di raggiungerlo. A valle di questa centrale era in progetto un ulteriore impianto idroelettrico che però non fu mai realizzato. La ditta Società Esercizi Elettrici con sede in Petralia Sottana, in data 2 aprile 1938, presentò domanda per derivazione di 70 l/s (massima di 165 l/s), dal fiume Imera Meridionale, a valle dell’officina idroelettrica Pagliaro e con restituzione in località Torcicoda, allo scopo di produrre, con un salto utile di 108 m, la potenza di 238 HP medi nominali.

Testo e foto di Giuseppe Biundo, riproduzione riservata©